Recensione: La ragazza dell'altra riva - Mitsuyo Kakuta


Buongiorno lettori, non ci sentiamo qui sul blog da circa una settimana. 
Nella mia vita tutto procede come sempre, stanno per arrivare le vacanze pasquali e loro porteranno qualche vecchio amico con cui condividere delle piacevoli serate. Si aspettano questi momenti per rivedersi il più possibile. Elaide oggi ha anche deciso di non andare all'asilo, complice sicuramente la bella giornata di sole, perciò mi sbrigo a fare le mie cose e corro a prepararla in modo da uscire un pochino.
Il libro di oggi è un omaggio della casa editrice Neri Pozza che ringrazio ancora per l'invio, un romanzo che non mi ha lasciato molto. Peccato!











Titolo: La ragazza dell'altra riva
Autore: Mitsuyo Kakuta
Editore: Neri Pozza
Pagine: 331
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 18.00
Ebook: € 9.99



Sayoko è una donna di trentacinque anni con un marito fermamente convinto che il ruolo della donna sia solo quello di mamma e moglie (chiusa fra le pareti di casa ad asservire le lamentele della suocera e assorbirne i sensi di colpa che puntualmente le carica addosso). Ha una bimba di tre anni di nome Akari, che alla compagnia dei bambini che al parco strepitano e giocano insieme, preferisce la solitudine dei suoi giochi silenziosi. 
Sayoko soffre molto questa sua condizione di donna, vorrebbe riprendere a lavorare, avere una vita sociale che va al di là dei parchi frequentati dai bambini, decide così di fare quello che in tanti abbiamo fatto nella vita: COLLOQUI.
Le porte chiuse in faccia non tardano ad arrivare, fino a che la titolare della società Platinum Planet la invita a pranzare fuori per un colloquio informale. Aoi gestisce la società da qualche anno, iniziata come un'avventura dedicata ai viaggi organizzati e al turismo ha dovuto ampliare la sua offerta, fino a creare un ramo che si occupa delle pulizie negli appartamenti. Ecco cosa offre a Sayoko, la possibilità di rimettere a lucido case fatiscenti. Arrivano presto i rimproveri del marito e le frecciatine mortificanti.

"Sayoko poteva anche fare l'impossibile per la sua famiglia e sfiancarsi fino a stramazzare al suolo, ma il risultato non cambiava, perchè il suo impegno e il suo lavoro, anziché essere considerati di più, valevano meno di zero".

Sayoko e Aoi, hanno la stessa età, hanno frequentato la stessa università, ma hanno due vite completamente diverse. Vi ho già detto che la prima ha una famiglia e un marito poco collaborativo, mentre la seconda vive da sola, no ha trovato l'uomo giusto ed ha avuto un'infanzia difficile.
Le due donne diventano presto amiche, si studiano e cercano di immedesimarsi l'una nella vita dell'altra. Le conosceremo attraverso una narrazione in due tempi. 
Sayoko ci racconterà i suoi timori di mamma e moglie, il senso di colpa che la invade quando lascia Akari piangente all'asilo e la voglia di volare con la sua bicicletta per andare a prenderla puntuale.
Aoi ci renderà partecipi della sua infanzia e dell'adolescenza, quando insieme alla sua amica Nanako tutto era possibile e facile. Due ragazzine unite dalla stessa solitudine e dalla voglia di scappare lontano.
Conosceremo le problematiche delle donne del Sol Levante, le stesse che tante di noi magari si trovano ad affrontare, il non sentirsi adeguate, gli atti di bullismo a scuola, il non riuscire a crearsi degli amici, fino ad arrivare alla maternità e alle scelte di vita quotidiana.
Se pur scritto in modo piacevole ho faticato a far scorrere le pagine, anche essendo coetanea e avendo una bambina della stessa età di Sayoko, non mi sono avvicinata emotivamente al personaggio. Eppure il libro inizia con un sogno comune, quello di tornare a lavoro, l'arrovellarsi il cervello per l' organizzazione della casa e il rimorso di lasciare per lungo tempo la bambina. Pensieri quotidiani che le neo mamme affrontano. Le protagoniste vengono descritte per bene, si raccontano con tutte le loro emozioni ma non stringono un legame empatico con il lettore. Solo in un'occasione mi sono ritrovata coinvolta e interessata. Ma un solo evento che faccia salire l'attenzione, in un intero romanzo credo sia davvero poco.

Una cover stupenda che fa da cornice ad una storia non molto originale, che purtroppo non mi ha coinvolta, entusiasmata o incuriosita.

Mitsuyo Kakuta è nata nel 1967 a Yokoama, in Giappone. Laureata all'università Waseda e specializzata in letteratura, ha vinto i più importanti premi letterari giapponesi. La cicala dell'ottavo giorno (Premio Chuo Koron), da cui sono stati tratti un film e una seria tv, ha venduto oltre un milione di copie in Giappone.





Commenti

  1. Peccato mi piaceva la copertina ma mi sa che non lo prendo ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patrizia, in effetti sono rimasta delusa anche io :/

      Elimina
  2. Ciao Nunzia,
    lascio perdere pure io. Peccato....una cover tanto bella.
    Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lea, come posso dire...l'ho trovato piatto :/ mi dispiace molto

      Elimina
  3. Peccato lo avrei acquistato a scatola chiusa solo per la bellissima copertina!!! Sono contenta che hai fatto da cavia... scherzo!!! Non è il mio genere di storie non mi entusiasma quindi passo. Grazie per averne parlato!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rosa, credimi che anche io mi spettavo una storia interessante...invece va tranquilla e piatta! Fortuna che ci consultiamo prima!

      Elimina
  4. Risposte
    1. Ed ecco cosa succede, che rimani delusa dal contenuto. Grazie di essere passata!

      Elimina
  5. Nonostante gli autori asiatici mi hanno riservato emozioni fortissime, credo che ti darò retta, ho un numero decisamente alto di letture che desidero affrontare :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece lo sai che a me gli scrittori asiatici non mi entusiasmano :/

      Elimina

Posta un commento

Post più popolari