Recensione: Basta un attimo - Michela Tilli - Garzanti



Buongiorno lettori,
tutto bene voi? Io si, il pancione cresce, come cresce l'attesa che arrivi gennaio!
Qui giornata grigia come non se ne vedevano da mesi ormai, ma fresca e piacevole specialmente se si ha una recensione da scrivere.
Oggi vi parlo del libro di Michela Tilli, edito da Garzanti, che ringrazio ancora per la copia. 
Di questa autrice avevo letto Ogni giorno come fossi bambina, vi ripropongo il mio pensiero qui se vi va di leggerlo, un libro che avevo trovato piacevole, con delle protagoniste convincenti.
Adesso spostiamoci a Milano per rivivere il racconto di due famiglie un tempo unite...

Titolo: Basta un attimo
Autore: Michela Tilli
Editore: Garzanti
Pagine: 292
Genere: Romanzo
Prezzo: € 16.90
Ebook: € 8.99

Basta un attimo a far vacillare la ritrovata serenità di una famiglia, lo sa bene Miriam che in un sabato di ottobre, a Milano, quella che ormai è diventata la sua casa, rivede di sfuggita una sua carissima amica. Ne è certa, è Elena la donna che pensa di aver visto al supermercato, niente allucinazioni o scambi di persona, saranno anche passati quindici anni ma lei quei lineamenti incorniciati dal biondo dei capelli non li ha mai dimenticati.
E' strano come, nonostante ci si sforzi di cancellare i ricordi dolorosi, la mente li faccia riaffiorare in un momento di quotidianità, portandosi con se quel senso di colpa che non è mai pienamente venuto fuori. E' turbata Miriam quando torna a casa e racconta di aver visto la vecchia amica al marito. Guido, invece non sembra scosso e la mia impressione è che non sarà scosso per tutta la durata del romanzo, il suo pensiero sarà misurarsi in ricchezza con il vecchio amico, ma ne parleremo fra poco.
Chi è Elena allora? Elena ed Elio sono dei vecchi amici della coppia citata su, i quattro amavano trascorrere il tempo libero insieme, addirittura Elio e Guido studiavano insieme ai tempi dell'università. E' una bella amicizia, fatta di condivisioni, di risate e di passeggiate, di gioia per la nascita delle rispettive bambine, Matilde, figlia di Elena ed Elio prima e Lucia, figlia di Miriam e Guido due anni dopo. L'idillio però è destinato a sparire e lo fa nel peggiore dei modi.
Un pirata della strada travolge la piccola Matilde durante una passeggiata, la bambina era stata affidata alle attenzioni di Miriam, che da quel momento in poi sopravvive alla sua stessa esistenza, solo la nascita del suo secondogenito riuscirà a riportarla sui binari della normalità.
Vi ho raccontato a grandi linee quella che è la storia su cui si basa il romanzo e dentro la quale si muovono i personaggi. Abbiamo perciò due famiglie diverse, di ranghi sociali diversi accomunate da una vecchia amicizia e da una tragedia indescrivibile.
All'apparenza quello di Miriam e Guido sembra un ambiente familiare sereno, lei è insegnante, lui avvocato, un uomo attaccato ai soldi con il pensiero fisso di arrivare socialmente in alto, si scopre leggendo il romanzo dell'invidia provata sempre nei confronti di Elio, anche quando dopo quindici anni di lontananza i due si risentono i loro discorsi appaiono superficiali e basati sul successo personale. L'ho trovato un uomo distaccato e poco propenso all'ascolto nei confronti della moglie.
Poi c'è Lucia, ormai diciassettenne, in piena crisi adolescenziale, si ritroverà pedinata, spiata e poi fagocitata dai pensieri di Elena ed Elio, arriverà ad odiare sua madre, a non dire una parola in casa, a desiderare di vivere con la coppia di amici. La colpa da far pagare ai suoi è di averle taciuto la verità sulla morte di Matilde, di non averle detto che da bambina aveva una amichetta con cui passava i pomeriggi, di non averle raccontato di queste persone fantastiche e ricche che la amavano come una figlia. Una ragazza tanto difficile da gestire per i suoi genitori quanto malleabile e solare per Elena ed Elio.
Il romanzo è scritto bene e piacevolmente leggibile mentre si cerca di sapere qualcosa di più su quello che pensiamo sia successo a Matilde. Gli elementi di cui disponiamo sono davvero pochi. Sappiamo che era a passeggio con Miriam e Lucia, che una macchina l'ha travolta uccidendola e che l'unica adulta presente al momento se ne fa una colpa che dura una vita, perchè non è riuscita a salvarla decidendo di proteggere la figlia. Ho aspettato un incontro-scontro fra le due coppie, lo aspettavo nel momento in cui ormai era evidente che Lucia passasse tutti i pomeriggi nella villa di Elena ed Elio, quel momento in cui Miriam sente di averla persa, ma l'epilogo è diverso, e mi ha lasciata perplessa e non soddisfatta.
Leggendo il romanzo ho sentito delle mancanze, Elena mi è apparsa poco approfondita, chiusa nel suo dolore e nei suoi improvvisi malesseri, mi è mancato quel colpo di scena che mi aspettavo affinché il racconto si presentasse più coinvolgente e intrigante, mi sono mancate maggiori notizie sull'incidente. Sono arrivata quasi alla fine con la sensazione che ormai, le uniche informazioni date al lettore sul passato delle coppie, stessero facendo sempre lo stesso giro fra le pagine.

Lascio questa lettura con un senso di amarezza e insoddisfazione.


Michela Tilli è nata a Savona nel 1974 e vive a Monza. Si è laureata in filosofia e lavora da sempre nel mondo dei libri. le sue grandi passioni sono la narrativa e il teatro. Con Garzanti ha pubblicato il romanzo Ogni giorno come fossi bambina.





Commenti

  1. Ciao Nunzia come stai? Ho adocchiato questo romanzo e già non mi convinceva ora dalla tua recensione ho perfettamente capito di che storia si tratti, il solito romanzo super pubblicizzato ma povero di contenuti. Comprendo perfettamente la tua delusione da lettrice, qualcosa di simile mi è capitata con "La lettera segreta" sempre Garzanti, alte aspettative ma in pratica la solita storia... Buon proseguimento di gravidanza, quasi mi manca quel periodo dove sembra di camminare tre metri sopra il cielo!!!

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    1. Rosa, buongiorno, sto bene dai, non mi voglio lamentare, inizio a sentirmi pesante ma è l'andare avanti con la gravidanza, cerco di fare lunghe passeggiate appena posso. Allora...il romanzo è scritto bene, però davvero pochi elementi riguardo l'incidente, sono praticamente solo quelli raccontati da me nella recensione, mi aspettavo più colpi di scena, più coinvolgimento emotivo...ma nulla. Peccato!

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  2. Ci eravamo già confrontate in privato, quindi conoscevo in anticipo la tua opinione...che dire? Dispiace sempre quando un libro lascia questo senso di delusione, in ogni caso lo leggerò! ;) Bacii

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    1. Ne abbiamo parlato tanto ed io ho anche aspettato a scrivere la recensione perchè volevo avere le idee chiare riguardo il mio pensiero. Si, noi vorremmo leggere sempre libri che ci lasciano senza fiato, peccato!

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  3. Ciao, sono diventata una lettrice fissa. Spero passerai da me Se fosse per sempre a ricambiare.
    Un bacio, Ale

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    1. Ciao, sono passata volentieri dal tuo blog...

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