lunedì 19 dicembre 2016

Solo l'Amore - F. Lesnoni | Tutto in una notte - S.Casini



Buongiorno lettori, 
raccontatemi un po che fate! Io sempre alle prese con il trasloco e gli ultimi accorgimenti per la casa, ma nonostante gli sforzi per Natale non sarà pronta, lo passeremo molto probabilmente dai miei. 
Qui sul blog, non troverete, fino alla fine delle feste, post riguardanti le recensioni. Mi dedicherò solo alla lettura del nuovo libro di Zafòn, di cui presto vi lascerò l'incipit.
Aggiornati sui miei ultimi avvenimenti, oggi vi scrivo per segnalarvi due romanzi di sue autrici che hanno voglia di farsi conoscere. 











Titolo: Solo l'Amore
Autore: Francesca Lesnoni
Editore: SelfPublishing
Pagine: 155
Genere: Romanzo
Ebook: € 2.99
Acquistabile su Amazon



Anche se può sembrare stolto o paradossale o folle,

ho scelto la metà mezza piena del bicchiere,

la sola che doni la vera gioia.

E sorrido

Lucia è scomparsa... nessuno sa che fine abbia fatto la dolce sorella di Carlo, unico indizio un biglietto:
"Non preoccupatevi, sto bene. Vado dove ho sempre desiderato essere, da che ho memoria..."
Nessuno però si preoccupa realmente della sparizione di Lucia tranne Pier che, innamorato da sempre di lei, decide di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla misteriosa ricerca.
Per sua fortuna Pier potrà contare sull'aiuto di alcune persone, come i signori Dardi, due amabili vecchietti, che gli consegneranno dei bigliettini scritti da Lucia; o Luigi, un sapiente tappezziere con la passione per la lettura, che lo aiuterà a mettere ordine nei suoi taccuini pieni di appunti e divagazioni; o l’amatissimo padre che, al momento opportuno, saprà cogliere una traccia importante…
Ma, prima di trovare Lucia, Pier dovrà confrontarsi con una diversa percezione di sé e degli altri, rivisitare la propria vita, comprendere qual è il suo vero sogno...
Grazie al suo intelligente umorismo e piccoli colpi di scena, Pier si ritroverà su un aereo diretto a Parigi.
Sarà lì che finalmente rincontrerà Lucia? 

Credevo di averla dimenticata. O meglio, avevo fatto di tutto per dimenticarla. Ma si può dimenticare il riso, quando è chiaro, talmente chiaro da farti socchiudere gli occhi e ti fa pensare alla luce dell'aurora, al candore della spuma del mare, agli spruzzi cristallini delle onde che si frangono sugli scogli e volano alti?
Penso di no. Ti rimane dentro, nel profondo. E anche se dici che vivi, che stai vivendo lo stesso, all'improvviso senti una nostalgia indicibile di quel riso e sai che lo cercherai, sino alla fine del mondo.

Francesca Lesnoni è nata in Inghilterra, vive e lavora a Roma. Per alcuni anni, durante il suo tempo libero, ha insegnato pittura in un carcere minorile, da questa esperienza è nato un libro di racconti: "Kunia e le altre", pubblicato da Stampa Alternativa nel 1992. da sedici anni è volontaria dell'Associazione Peter Pan Onlus che offre ospitalità ai bambini oncologici in cura all'Ospedale Bambino Gesù e alle loro famiglie. Per quattro anni ha insegnato scrittura creativa a ragazzi con handicap mentale.












Titolo: Tutto in una notte
Autore: Silvia Casini
Editore: Libromania
Pagine: 281
Genere: Paranormal Fantasy
Ebook: € 1.99



Maya si risveglia in una stanza d'ospedale. Non ricorda nulla di quello che le è successo nelle ore o nei giorni precedenti, ha perso completamente la cognizione del tempo e dello spazio. Non ricorda nulla neanche di quella maledetta notte e della gita nei dintorni di Sligo, Irlanda, durante la quale sono morti tutti i suoi compagni d’avventura. Per aiutarla a superare il trauma di quella notizia sconvolgente, i genitori decidono di farle cambiare vita trasferendosi a New York. Cosa è successo quella notte? Cosa significano quelle visioni incomprensibili? Perché il ricordo continua a perseguitarla anche a chilometri e a mesi di distanza?

Silvia Casini dopo aver conseguito una laurea breve in interpretariato e traduzione, si laurea in Lingue e Letterature straniere per poi conseguire a Cambridge un Business English Certificate e studiare Comunicazione integrata. Dopo varie collaborazioni sia all'estero che in Italia, attualmente si occupa di critica cinematografica e collabora con diversi siti e testate. Ha già scritto: Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno edito da Edda Edizioni e L’appendifiabe pubblicato da Nadia Camandona editore.


Al prossimo appuntamento...



martedì 13 dicembre 2016

Ricordi di un vicolo cieco - Banana Yoshimoto




Buongiorno lettori, 
nel mio periodo fuori dal mondo, in cui la rete WI-FI mi ha abbandonata ho divorato libri su libri, e la cosa non mi è affatto dispiaciuta. Quindi Kobo alla mano ho recuperato questa raccolta di racconti di cui vi parlo oggi e che sicuramente sarà la mia ultima recensione del 2016.











Titolo: Ricordi di un vicolo cieco
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Pagine: 159
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 6.50
Ebook: € 4.99


Cinque sono le storie contenute in questo libro della Yoshimoto e cinque i personaggi molto diversi fra loro ma che si interrogano sull'importanza della vita, sul modo di raggiungere la felicità, specialmente a seguito di eventi tragici e dolorosi.
Nel primo racconto ci accoglie un'amicizia molto intensa fra due ragazzi che frequentano la stessa università. Setsuko e Iwakura passano una serata insieme a cucinare il nabe, si erano conosciuti in un pub della zona e da allora capitava spesso che si incontrassero per mangiare o chiacchierare un po. Bastava camminare insieme per la città per rendersi conto della profonda gentilezza del ragazzo. La serata a casa di Iwakura, una costruzione in legno fatiscente, si rivela piacevole e ricca di racconti. Lui le svela la presenza di altre persone che non hanno mai lasciato quell'appartamento, i vecchi proprietari, morti a causa delle esalazioni emanate dal braciere acceso. Solo nei momenti in cui ha la mente libera, Iwakura, riesce a vedere quei due vivere con semplicità e felicità, come hanno sempre fatto. Due ragazzi che coltivando la loro amicizia si sono innamorati, una sensazione di benessere e sintonia in una casa dove l'amore vive al di la della morte.
Il secondo racconto si intitola Mammaa! E' la storia di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice e che subisce un tentativo di avvelenamento. La mensa, a quell'ora, non era affollata, quindi i dipendenti consumavano il loro pasto più lentamente del solito, in quel contesto la protagonista inizia a sentirsi male e ad essere accompagnata nel più vicino ospedale. Persa la fiducia nei rapporti umani e mettendo in discussione i suoi affetti decide di tornare a vivere per un periodo di tempo dalla nonna. Tornata nella sua vecchia camera sente che le tensioni accumulate si dipanano, ripensa ai suoi genitori, alla morte del padre, alla scomparsa dalle madre e al perchè i nonni non abbiano mai provato a ricucire i rapporti 
Lasciamo Matsuoka per addentrarci nella triste storia di Mitsuyo, affermata scrittrice che ricorda il suo bel rapporto con un amico d'infanzia con cui trascorreva tutti i pomeriggi.  


"Poiché da circa cinque anni mi guadagno da vivere soprattutto scrivendo romanzi, cerco sempre di vedere le cose in profondità, arrivando al loro cuore più segreto. Cercare di vedere le cose in profondità e vederle attraverso la propria interpretazione personale sono due modalità completamente diverse".



Figlia unica e un unico amico considerato anche il primo amore. Makoto era gracile, tranquillo, dolce e ultimo figlio di una ricca famiglia proprietaria di un negozio di dolci giapponesi. Due bambini che non litigavano mai, che non cantavano nemmeno, passeggiavano tenendosi soltanto per mano. Un racconto sicuramente tenero, quello che fra tutti mi è piaciuto di più, da un epilogo triste e ingiusto. 

Voltiamo pagina e incontriamo Tomo-Chan, che finalmente riesce ad intravedere un interesse nei suoi confronti dall'uomo di cui è innamorata da tempo. Una donna che porta addosso il peso di aver subito una violenza ma che non per questo diffida degli uomini, protetta da un non so che di soprannaturale, diciamo pure una "forza" che ricade in negativo verso chi le fa del male. Insomma, io me ne guarderei bene!
Arriviamo all'ultimo racconto che da il titolo al libro. La protagonista è Mimi, che scoprendo il tradimento da parte del fidanzato decide di cambiare città. Li incontra Nishiyama e il vero senso della felicità, che come dovremmo tutti imparare, si nasconde dentro le piccole cose, magari anche in un piatto di riso al curry, fatto in fretta, come in questo caso.
Inizio a pensare che la recensione si stia allungando troppo ed ancora mancano le mie impressioni, perciò taglio un po corto riguardo l'ultima storia e vi dico cosa ne penso.
Ricordavo dai libri di Banana Yoshimoto un coinvolgimento maggiore. Questo, forse essendo un insieme di racconti, non mi è piaciuto. 
Le singole storie hanno sempre o quasi un non so che di soprannaturale, se ne può leggere una soltanto e poi riprendere la nuova quando si ha voglia, e questo lo ritengo un lato positivo. Ma allo stesso tempo non si crea, o almeno, io non ho creato nessun legame emotivo con i personaggi, se pur questi ultimi vivano situazioni abbastanza forti.
Mi dispiace dover dire che non lo rileggerei e non lo consiglierei. Magari qualcuno di voi lo ha letto e può darmi un punto di vista diverso in modo che anche io possa trovare quella bellezza che non ho colto.

Una raccolta di racconti sicuramente carica di emozioni, con una buona variabilità di personaggi che però non è riuscita a coinvolgermi.


Mahoko Yoshimoto, in arte Banana, è nata il 24 luglio 1964 a Tokyo. Suo padre, Takaaki Yoshimoto, è un famoso critico letterario e poeta.
Nel 1988, con la pubblicazione di “Kitchen” (oggi tradotto in venti lingue), il nome di Banana Yoshimoto balza agli onori della critica letteraria. Per questo romanzo d’esordio, infatti, le viene assegnato il premio Kaien per gli scrittori esordienti nel Novembre 1987 e, successivamente, il premio letterario Izumi Kyoka nel Gennaio 1988. Il verdetto è unanime: è nata una stella! Anche se non tutti i critici sono concordi per quel che riguarda il valore letterario delle sue opere, queste vengono ampiamente tradotte (e vendute). La semplicità, almeno apparente, dello stile viene compensata dalla forte carica polemica (e politica) e dai temi, anche scabrosi, che vengono affrontati con la massima disinvoltura. A quasi vent’anni dall’esordio letterario Banana Yoshimoto ha recentemente dichiarato di essere oggi interessata a nuovi argomenti, come l’esoterismo e l’humor nero, ha avvisato i lettori di tenersi pronti per qualcosa di veramente nuovo e non ha nascosto di aspirare al premio Nobel. (Fonte Web)


venerdì 9 dicembre 2016

Acquanera - Valentina D'Urbano



Buongiorno carissimi,
passata bene la festa dell'Immacolata? Io in famiglia, chiacchiere e golosi profumi natalizi.
Oggi vi parlo di un libro dalle atmosfere cupe, certo, non in tema con questo periodo dell'anno, ma molto molto bello. Potrebbe essere una buona idea regalo.











Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 357
Genere: Romanzo
Prezzo: € 14.90 - € 8.50
Ebook: € 6.99



Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d'autunno.
Quando ti svegli nella quiete del mattino...
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.    (Canto Navajo)


Fortuna torna a Roccachiara dopo una lunga assenza, alza gli occhi verso una finestra illuminata della sua casa, è la cucina, non è mai cambiato nulla da quando la vecchia Clara Castello lasciò quelle quattro mura a sua nonna Elsa. A richiamarla al suo vecchio paese è la notizia del ritrovamento di alcune ossa umane, di donna, potrebbero finalmente spiegare la scomparsa della sua cara, e possiamo dire, unica amica. 
Si chiamava Luce Ranieri ed è scomparsa da Roccachiara il giorno del suo ventunesimo compleanno. I soccorritori la cercarono a lungo, nei boschi, nel lago, ma di lei nessuna traccia. Da quel giorno passarono dieci anni. Per questo è tornata, vuole vedere quelle ossa, vuole salutarla per l'ultima volta, vuole dipanare quella nebbia che riusciva a controllare velando anche gli occhi di sua madre.
Roccachiara è un paesino a precipizio su un lago dalle acque scure. Lì, cresce Elsa, una bambina portata avanti da una stravagante vecchietta di nome Clara, erbe e unguenti il suo lavoro, che  le tramanderà velocemente. La bambina presto si renderà conto di prevedere la morte, basterà sognare quel lago dalle acque torbide, in modo limpido e trasparente. Tutti avrebbero giurato e creduto che per il suo strano carattere non avrebbe mai incontrato un uomo, ma dal suo amore per un giovane pescatore morto tragicamente nascerà una bambina turbolenta come il suo nome.


"Preferivano sposare le altre, serve o contadine, piuttosto che doversi legare per l'eternità a una che poteva avvelenarti da un momento all'altro, una che si diceva sognasse il futuro e riuscisse a sentire il sussurro dei morti".


Onda sarà ingestibile e selvaggia, non solo riuscirà a prevedere la morte ma le anime dei defunti le staranno accanto al punto di non riuscire a farle più distinguere i morti dai vivi, passerà parte della sua vita in una capanna costruita sulla riva del lago e darà alla luce Fortuna. Una figlia non amata, non voluta e non cresciuta, tutto quello che Fortuna avrà attorno a se lo dovrà a sua nonna Elsa. Queste tre generazioni di donne saranno sempre rifiutate dalle persone, timorose e allo stesso tempo devote.
Qualcosa cambia la notte in cui il guardiano del cimitero viene aiutato a morire, grazie al suo testamento cede quella casa dismessa e umida ad una famiglia, che con essa erediterà il lavoro di guardiano del cimitero. A questo punto entra in scena Luce, una bambina così secca e malaticcia, che in mezzo ai morti che trucca prima della sepoltura, si sente grande e indispensabile, che vaga nel cimitero, prediligendo le tombe dei bambini che cura particolarmente e che porta addosso il peso di essere sopravvissuta al fratello.
Due bambine simili, che confrontano il loro dolore per essere in maniera diversa rifiutate dalle proprie madri. Unite dalle rispettive zone d'ombra, ormai fuse tanto da diventare una cosa sola. Solo Luce poteva accettare Fortuna per quello che realmente era, e di conseguenza, solo lei sarebbe stata capace di amarla.


"E anche per stare lontano da mia madre, pensai. Meno la vedrò e più sarà facile dimenticarmene. Per non finire come lei. Per non impazzire in questo posto dimenticato da Dio, in quella casa che sa di umido. Per non consumare il tempo che mi resta rassegnata e impotente come Elsa, l'espressione triste crocifissa sulla faccia e quei suoi giorni appesi, inutili, persi ad aspettare qualcosa che se n'è andato o che forse non c'è mai stato. E anche per non essere come te, Luce. Tu che ti accontenti, che ti fai stare bene il posto in cui ti trovi. Tu che stai con i tuoi morti e solo loro accogli, e solo loro sanno farti compagnia. Tu, con quella tua bellezza che ti porti addosso, sprecata dietro ai cadaveri e dietro a una madre che sbava e non ti riconosce, che non ti ha riconosciuto mai. Ci vado per non sentirmi come voi, per non annegare nelle vostre ombre".


Un romanzo intensamente profondo, dalle atmosfere cupe e perfettamente descrittive. Personaggi che si fanno amare, essenziali nel contesto di Roccachiara, se pur condannate dal loro stesso dono. Insomma, che devo dirvi di più, mi è piaciuto molto, insieme a "Un figlio" uno dei libri più belli letti quest'anno, non vi nascondo che ogni tanto dovevo chiudere il libro e alzare gli occhi per staccarmi da quel mondo, se pur molto coinvolgente, fatto di anime e cimiteri, perchè io di mio coraggiosa non sono. Ma non vi nego che, anche dopo averlo finito, ciò pensato parecchio.
Grazie Valentina per averlo scritto!

Acquanera è come il lago descritto, con le sue acque torbide, ti invita, ti ingloba, ti risucchia, ma in questo caso sarai tu, lettore, a tenerti stretta la sua storia, perchè di certo, è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente.


Valentina D'Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l'infanzia. Il suo romanzo d'esordio, Il rumore dei tuoi passi, è uscito nel 2012 presso Longanesi conquistando un pubblico sempre più numeroso e affezionato.



martedì 6 dicembre 2016

Un figlio - Alejandro Palomas




Buongiorno lettori,
finalmente oggi vi parlo di una storia che ho amato. Ho voluto tenerla per me per un po di tempo, ci ho pensato spesso da quando ho voltato l'ultima pagina e oggi sono pronta a raccontarvi le mie sensazioni su questo libro che consiglierò a tutti!





Titolo: Un figlio
Autore: Alejandro Palomas
Editore: Neri Pozza
Pagine: 189
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 16.00


Guille è un bambino con la testa fra le nuvole che ad una partita di calcio preferisce la compagnia della sua amichetta Nazia. Fa la quarta elementare e il primo pensiero di suo padre, Manuel, quando viene convocato in aula docenti, è che il bambino non si sia ancora integrato bene, vani sono i suoi tentativi di correggere la sua ipersensibilità. Ma qui il problema è diverso, Sonia, la sua maestra, chiedendo ai suoi alunni cosa vorrebbero fare da grandi, resta stupita dalla risposta decisa di Guille. Lui vorrebbe ESSERE Mary Poppins, si, non vorrebbe fare il calciatore o il poliziotto, vorrebbe ESSERE il famoso personaggio della Disney. 
Subito ha motivato la sua scelta dicenso che Mary Poppins ha un sacco di poteri magici e la possibilità, volendo, di nuotare sott'acqua con pesci e polipi. Amando la sua professione, Sonia suggerisce a Manuel di affiancare una psicologa scolastica al percorso del bambino, in modo che si apra ai compagni e non si chiuda in questo mondo di fantasia che sta creando attorno a se. Gli adulti sono sulla strada giusta per capire Guille, ma sfugge ancora loro il vero motivo della sua risposta. Essere Mary Poppins significherebbe per Guille risolvere tutti i problemi che lo fanno stare male. Salverebbe Nazia dal suo matrimonio combinato in Pakistan, le darebbe la possibilità di non sposare quell'uomo più adulto di lei che nemmeno conosce e altra cosa molto importante suo padre smetterebbe di piangere la moglie che non ha più a suo fianco. Sa molte cose lui, sa che suo padre sta seduto davanti ad un pc non acceso, sa che dopo averlo messo a dormire va a rovistare in una scatola che sta sopra l'armadio e sa che è strano che Amanda, sua madre, che fa l'assistente di volo a Dubai non sia ancora tornata.
"Un figlio" è un romanzo che ho amato, uno dei libri più belli fra quelli letti quest'anno. Guille è un bambino di una sensibilità disarmante, attento, un buon osservatore, affettuoso e veramente convinto di poter cambiare le cose. E' quel tipo di convinzione che lo porta a legarsi talmente tanto al personaggio di Mary Poppins da far preoccupare la sua insegnante e di conseguenza Maria, il supporto psicologico che gli verrà affiancato. La lieve differenza colta da Sonia è il punto da cui partono le sue sedute, perchè Guille vorrebbe essere Mary Poppins tanto da spingerlo a scegliere proprio la scena del ballo con lo spazzacamino come spezzone da presentare per la recita finale? Perchè è talmente importante per lui pronunciare la famosa parola magica, SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO, prima che sia troppo tardi? 
Scopriremo tutto durante le sedute fra Guille e Maria, anche grazie all'aiuto dei disegni che il bambino di volta in volta è portato a fare. Si, durante la lettura del libro troveremo anche i disegni di Guille, che io osservavo attentamente, mi piaceva crearmi una mia idea per poi continuare a leggere e confrontarla con quella di Maria.

"Credo che il Guille che vediamo sia il pezzo di un puzzle, e che, nascosto sotto questa felicità, ci sia un...mistero. Un pozzo da dove forse ci chiede di essere tirato fuori".

Potrei parlarne ancora e trascrivervi altre citazioni, ma volutamente mi fermo qui, non vorrei raccontarvi troppo, vi dico soltanto che un concentrato di emozioni vi accompagneranno all'epilogo di questo romanzo che va letto assolutamente, e se la punta dell'iceberg è lo strano comportamento e la passione smisurata di Guille, la base che non si riesce a vedere, e dalla quale nasce e si irradia la sindrome di abbandono, sarà ancora di più dura da affrontare.

Alejandro Palomas ha costruito una storia che mi ha incantata, precisa, perfetta, essenziale e piena. Un autore che ha dimostrato di conoscere bene il significato e l'utilità delle parole, anche una sola in più sarebbe stata superflua e stonata. Un romanzo, a mio parere, perfetto.



Alejandro Palomas è nato a Barcellona nel 1967. Laureato in letteratura inglese, traduttore di Katherine Mansfield, Gertrude Stein, Willa Cather e jack London, ha scritto romanzi con cui ha avuto un grosso successo di critica e pubblico. Il suo ultimo romanzo è Capodanno da mia madre (Neri Pozza 2015).



domenica 4 dicembre 2016

Ti ricordi di me? - Sophie Kinsella



Buongiorno lettori,
giorni stracolmi per me, un mal di schiena che mi ha piegata, ma inevitabile, visto gli scatoloni che ho riempito. Insomma, stanca ma felice perchè la meta si avvicina. Oggi vi parlo di un libro leggero, conoscete Sophie Kinsella? Si, che la conoscete!











Titolo: Ti ricordi di me?
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Pagine: 358
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 11.50
Ebook: € 6.99


Classico incidente stradale che fa perdere la memoria alla miliardaria e bellissima Lexi. Quando si sveglia in quel letto d'ospedale, dove fra le altre cose è servita e riverita, è convinta di essere ancora la ragazza venticinquenne dai denti storti, le unghie smangiucchiate e il portafogli vuoto. Fortuna che le hanno recuperato la borsa da cui potrà recuperare qualche indizio, una Louis Vuitton che per poco non ha restituito all'infermiera. Azzerati gli ultimi tre anni della sua vita deve fare i conti anche con un marito che è un totale estraneo, ma che molto carinamente le ha fornito una sorta di manuale da matrimonio in cui sono annotate tutte le fasi salienti della loro relazione, (io a questo punto avrei già divorziato).
La Lexi perfetta scopre presto di vivere in un Loft che non le appartiene, in cui il calore umano è svanito da tempo. Fi e Carolyn e Debs, le sue amiche, le persone che chiama sin dal suo risveglio affinché le raccontino com'è andata, non la considerano più una di loro, perchè diventata direttore del reparto pavimentazioni per l'azienda in cui lavoravano tutte insieme, si è trasformata in una donna ambiziosa e senza scrupoli, un Cobra, così la chiamano.
E' sua sorella Amy a farle capire che la gente potrebbe approfittare di lei in questo momento di debolezza, ed è a lei che fa tutte le domande possibili riguardanti suo marito Eric, un uomo bello da far paura che però tradisce con un amante che cerca di convincerla di essere l'unico amore della sua vita. Jon, la persona a cui lei si sforzava di non pensare e di cui un vago sentimento e un ricordo riaffiorano come un lampo di luce.
La scrittura di Sophie Kinsella è sempre leggera e divertente e io amo accostarla a libri emotivamente più impegnativi, il mio primo incontro con le sue storie è avvenuto ormai un secolo fa, quando lavorando in libreria decisi di leggere "Sai tenere un segreto?", che vi consiglio, davvero divertente, dovrebbero farci un film, sapete quelle americanate che però ogni tanto vedere fa bene all'animo? Io personalmente le rivedo ogni volta che ne ho l'occasione.
Durante il romanzo è evidente che la nostra Lexi cerca di ritrovare la vecchia se stessa, si sforza di riallacciare il rapporto con le amiche mentre quello con il marito è una messa in scena che ormai non regge più. Se pur la trama sia leggera da spunto a diversi momenti di riflessioni sull'essere e sull'apparire, sui rapporti di amicizia e sull'amore che non si può contrastare. La lettura scorrevole ci accompagna con un sorriso ad un epilogo molto carino. Insomma, un libro che vi consiglio, adatto a tutte le stagioni.

Rilassante, divertente, leggero e coinvolgente. Sophie Kinsella secondo il mio parere si conferma un'autrice capace di risollevare l'animo nei momenti in cui il lettore sente il bisogno di qualcosa di non troppo impegnativo.

Sophie Kinsella (pseudonimo di Madaleine Wickham), prima di diventare una scrittrice di successo, è stata una giornalista economica. Vive vicino Londra con il marito e i tre figli.




giovedì 1 dicembre 2016

Dream On - T. Paxia | L'Età delle certezze facili - G.Primavera | Sono fermo, mi muovo...G. Giusti | The Black Forest - S. Diodovich | Ritornare al presente - L. Latini



Buongiorno lettori,
ho decine di mail in cui gli scrittori emergenti mi chiedono di segnalare i loro libri e dato che io sono buona e raramente dico di no sto cercando di smaltire le loro richieste. Eccone una carrellata.











Titolo: Dream On
Autore: Tania Paxia
Editore: Self-publishing
Pagine: 283
Genere: Fantasy
Ebook: €1.20
Acquistabile su Amazon



E se l'inconscio si fondesse con la realtà?

«I sogni sono labili e leggeri. Si dissipano in un soffio, senza neanche dare il tempo di rendersene conto.»

Lo sa bene Thea Palmer, psicologa specializzata in psicoanalisi e nell'interpretazione dei sogni. Soprattutto da quando un suo paziente, Paul Kusac, dice di vedere in sogno una San Francisco distrutta abitata da persone rifugiate nei sotterranei o all'interno dei grattacieli per sfuggire alle guardie in ricognizione. Quello che Kusac dice di vedere in sogno è un mondo parallelo, governato da Hypnos, il Dio del Sonno. Thea cerca di convincerlo in tutti i modi che quel mondo da lui descritto (seppur nei minimi particolari) è soltanto un sogno ricorrente che rispecchia l'animo irrequieto dell'uomo. Ma Kusac, durante una seduta, le rivela qualcosa sulla sua vita privata: qualche particolare riguardante la sua adolescenza burrascosa e sulla morte prematura del suo fidanzato Adam. Da quel giorno, Thea, viene tormentata da continue visioni sul suo ex fidanzato morto. In più, altri pazienti sembrano sognare quella città devastata e ricevere dei messaggi in codice da parte di un certo Flynn. Quando anche la sua quasi-sorella minore ha gli stessi disturbi, le sue certezze cominciano a vacillare, pensando addirittura di essere nel bel mezzo di un esaurimento nervoso. La sparizione del suo collega e fidanzato Blake, durante un week-end romantico, non può far altro che peggiorare la situazione. Ma ciò che scoprirà dopo, forse, potrà aiutarla a salvare Blake dalle grinfie di Hypnos e dai suoi subdoli piani.

Questo romanzo è nato dalla storia scritta da Meggie Clarke in "Sono io Taylor Jordan!"


Estratto del libro:

Capitolo uno 

“E poi…” il signor Kusac sospirò, dopo aver fatto una smorfia sprezzante, come se gli avessi chiesto di catturare la Luna. “E poi mi sono svegliato. Che domande”.
Ecco, appunto. Il nervosismo del signor Kusac veniva fuori anche per la più piccola sciocchezza. Non come quando lo avevo conosciuto, ma rimaneva pur sempre un caso delicato da non trascurare. Era uno dei miei pazienti da quando lo avevano dimesso dall’istituto psichiatrico dal quale era uscito sei mesi prima. Diceva di vedere cose strane nei sogni e, dopo qualche tempo, accadevano sul serio. Questo, però, era quello che lui affermava. Paul Kusac aveva cinquant’anni e una carriera da poliziotto alle spalle. Ma, dopo un caso irrisolto, aveva iniziato a dare i numeri. Letteralmente. Scriveva cose senza senso dove capitava: sui fogli, sui libri, sui tavoli, sui muri, pavimenti, porte…ovunque gli capitasse. Sua moglie lo aveva lasciato e fatto internare, stremata dai suoi comportamenti schizofrenici e oltre il limite della pazzia. Dopo due anni, era stato dichiarato idoneo al ritorno alla vita di tutti i giorni, seguito da una psicoterapeuta – la sottoscritta – che collaborava con l’istituto di igiene mentale di Pasadena, in California.
Il suo sguardo, per un istante, si fece serrato, come in preda a una furia omicida, poi prese un respiro profondo e strinse la mandibola squadrata, coperta da un sottile strato di barba ingrigita. I suoi occhi color castano chiaro rimasero a contemplare il soffitto per alcuni secondi, del tutto abbandonati a chissà quale pensiero, prima di voltarli nella mia direzione. “Allora, secondo lei, che significa? Che sto diventando pazzo? Di nuovo?” si aggiustò le gambe sulla morbida poltrona di finta pelle nera del mio studio, per accavallarle; poi cominciò a giocherellare con le dita delle mani, con le unghie mangiucchiate a sangue poggiate sul petto. Arpionò il mio sguardo e non sembrava intenzionato a mollarlo fin quando non avessi risposto alla sua domanda.
“Non si arrovelli il cervello per i sogni. I sogni”, feci una pausa, cercando di scegliere le parole giuste da rivolgergli, “sono solo sogni. Il più delle volte non hanno senso, mentre nelle altre occasioni è soltanto il nostro subconscio che ci ricorda qualcosa che abbiamo ignorato, qualcosa che non ci è chiaro, qualcosa che non vogliamo ammettere o che desideriamo con tutto il nostro animo, ma che, nella vita, purtroppo non si realizza. Sono i nostri desideri più reconditi che vengono fuori durante il sonno”.
Ero fiera di me per aver tirato fuori quelle precise parole, così, d’impulso. Sperai che fossero sufficienti a fargli capire il concetto. Ma non esiste una persona più sorda di chi non vuol sentire.

Tania Paxia vive a Bibbona, un paesino nella provincia di Livorno. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza (Magistrale) di Pisa e una delle sue grandi passioni è scrivere. “Nicholas ed Evelyn e il Diamante Guardiano” è il suo primo romanzo. Il racconto che segue “Nicholas ed Evelyn e il Dragone Carbonchio” è uscito il 1 marzo 2015. Il secondo della serie “Nicholas ed Evelyn” è in fase di scrittura. Nel frattempo, ha scritto altri libri: “La Pergamena del Tempio” un giallo su base storica edito da Europolis Editing, in ri-pubblicazione autonoma il 14 agosto 2015, un paranormal “Il marchio dell’Anima EVANESCENT The Rescuer of Souls #1”, un fantasy “La cacciatrice di stelle”, una commedia romantica intitolata “Sono io Taylor Jordan!” e i romanzi rosa intitolati “Ti amo già da un po’”, “Prima che arrivassi tu”, “The Woden’s Day”, “Le strane logiche dell’amore” che hanno avuto un discreto riscontro tra i lettori.












Titolo: L'Età delle certezze fragili
Autore: Giorgia Primavera
Editore: Edizioni Clandestine
Pagine: 122
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo: € 15.00
Ebook: € 7.20


In questo nuovo, delicato romanzo, l’autrice si confronta con un tema particolarmente ostico, comune a tutte le donne, quello della menopausa, affrontandolo con realismo e sagace ironia e mostrando una spiccata capacità nel rappresentare la psicologia femminile. “Di una cosa sola vi era certezza, una volta imboccata la parabola discendente della vita: non potevi sapere come e quando la mannaia di un acciacco si sarebbe abbattuta sul corpo, né conoscere in anticipo gravità e conseguenza”.
Pagina dopo pagina, emergono angosce, amarezze, aspettative andate deluse, ma altresì la consapevolezza scevra da qualsiasi rassegnazione e la speranza di una donna che non vede nella resa un’opzione da vagliare. “Se i giovani non sanno ancora che le amicizie adolescenziali non dureranno per sempre, perché ritengono in-violabile quel patto di sangue pronto invece a sciogliersi al primo raggio d’amore, i più vecchi credono di potere contare su un parco macchine amicali ormai rodato. Ed è questo l’errore più frequente, quello che i più commettono nell'epoca delle certezze fragili, giacché è la stagione in cui la vita ci sfila via dall'orticello tutto ciò che avevamo seminato con cura, privandoci della garanzia che resista fino al tempo della mietitura”.












Titolo: Sono fermo, mi muovo. Montecatini Terme, una storia nella storia
Autore: Gianluca Giusti
Editore: La Caravella Editrice
Pagine: 204
Prezzo: € 13.00
Acquistabile su Amazon


Un uomo che si muove nelle strade di una città per una settimana. La sua città. Una descrizione magistrale, dove il cammino alterna riflessioni profonde a fatti di vita vissuta; uno stop and go che ti segue rigo dopo rigo, pagina dopo pagina. Un saliscendi nelle increspature di un’anima tormentata che sprofonda in una soluzione che non arriva. Ma quale sarà la ragione dell’angoscia del protagonista, e perché il tormento lo affligge? Chi è che lo segue come un’ombra, e perché è lì con lui? Per scoprirlo serve arrivare alla fine, passando attraverso il ritmo serrato, ironico e avvincente di questo esperimento letterario, al termine del quale arriverà puntuale la sorpresa finale.










Titolo: The Black Forest
Autore: Simona Diodovich
 Editore: Self-publishing
 Pagine: 202
 Genere: Fantasy
 Prezzo: € 10.35
 Ebook: € 3.00
 Acquistabile su Amazon



La foresta nera, prigione di Scarx, ora ha fame. Senza l’ex regina che getta anime al uso interno, quest’ultima medita vendetta. È Sofia stessa a darle la soluzione senza saperlo.
Sono passati ventun anni da allora. Riley e Venus sono sposati e hanno un figlio di vent'anni: Ian Tucher è l’erede al trono di Scarx, è potente, la sua magia è quella degli angeli e dei demoni insieme, a lui spetta il compito di salvare il suo mondo dal nuovo avversario.
La foresta nera si prepara all'ultimo round, il decisivo. Quello in cui solo uno di loro sopravvivrà. Scarx contro La Foresta Nera. Solo l’amore può sconfiggere tutto o vincerà l’odio?
Il loro territorio viene invaso dalla giungla stessa che apre il portale per ogni essere diabolico che ha al suo interno. Scarx vuole vincere, e quindi si gioca ogni carta possibile.
Chi può contrastare quella potenza inaudita, affamata e, per la prima volta, libera di potersi muovere?
Ian Tucher pagherà a sue spese l’odio di Sofia e della Foresta nera.


Estratti

Quando lo sguardo di lui incrociò quello di lei, assunse un’espressione che non poteva essere fraintesa nemmeno per sbaglio. Un lento sorriso sexy apparve sul suo volto «Ciao, amore. Ripetimi, quanto tempo è che non ti vedo?»
Venus scoppiò a ridere «Pochi minuti, credo. E il vestito che hai scelto ieri non è adatto a una cerimonia di quella portata.»
Riley si avvicinò a lei con quella sua camminata sexy che le scombussolava sempre lo stomaco, artigliandole le budella. Il fiato veniva a mancare, gli occhi diventavano lucidi e la salivazione andava a zero. Era sempre così. Inutile sconvolgersi, non avrebbe mai cambiato nulla di tutto ciò.
  «Cosa dobbiamo fare di così importante, a questa cerimonia, da non poterci vestire con i nostri abiti normali?» Stava sorridendo e, al tempo stesso, avvicinava la sua bocca al collo di lei.
Venus fu costretta a tenersi al suo braccio, per non cadere al suolo. La sua vicinanza la rendeva sempre debole, ma non per la magia che scaturiva dai loro corpi, ma per l’amore travolgente che provava per lui «Sposarci, credo.»

La nuvola di vapore si allungò finché una sola punta di essa, come un dito, toccò la sua mente. «Ucciderti.» Non aveva parlato, era dentro il suo cervello.
Sofia si spaventò, per la prima volta fu sicura d’essere alla fine della sua lunga vita. Mille anni vissuti tra agi, battaglie e sacrifici immani e si trovava di fronte la sola cosa che poteva annientarla in pochi attimi. Si rizzò in tutta la sua statura, ben poca cosa di fronte alla possente foresta nera «Non dovresti, sono colei che ti ha nutrita per quasi mille anni. Non lo sapevi? Sono la regina Sofia, ho mandato qui ogni anno innumerevoli personaggi che, seppur con misere accuse, sono serviti per rifocillare il tuo spirito affinché tu non morissi. Cosa faresti ora se noi tre perissimo? Se succedesse a me? La nuova regina non manderà più nessuno. Piuttosto marciranno nelle segrete del castello e tu svaniresti. Saresti persa per sempre. Tre di noi, e siamo gli ultimi, e tu non avrai più nessuno che ti darà vigore ed energia. Sei destinata a morire insieme a me, a meno che non ci aiutiamo tra noi. Nessuno ti ama, lo sai, vero?»

  «Lo so. Sento il pericolo.»
  «Allora questa potrebbe essere la nostra ultima giornata insieme.»
Un sorriso triste attraversò lo sguardo di Ian. Le accarezzò il volto in un gesto disperato e meraviglioso allo stesso tempo «Sì.»
  «Voglio baciarti. Voglio che tu mi dica che non finirà qui, noi resteremo insieme anche nelle ombre di Scarx.»
Il modo in cui lo disse fece scendere un brivido lungo il corpo di Ian «Sarò sempre al tuo fianco, anche se diventeremo ombre. Ti terrò sempre la mano. Ti amerò sempre. Sei la mia metà del mondo, perché il cielo non basta.» Avvicinò il volto a quello di lei e la baciò.







Titolo: Ritornare al presente
Autore: Laura Latini
Editore: Ilmiolibro - selfpublishing
Pagine: 55
Genere: Giallo- noir
Prezzo: € 9.00
Ebook: € 0.99


Una cella d'isolamento dove si trova rinchiusa una donna dall'esistenza apparentemente normale.Qual è il mistero che avvolge questa figura femminile?Di quale orrendo delitto si è macchiata?È stata proprio lei a compierlo?Quali sono le sue emozioni ed i suoi tormenti interiori?Attraverso varie vicende si snoderà, un po' alla volta, il racconto di un'esistenza travagliata fino alla spiegazione del mistero ed alla soluzione positiva del dramma.


Anche oggi vi lascio queste novità targate scrittori emergenti e vado a leggere, 
alla prossima.




martedì 29 novembre 2016

Tre sassi bianchi - Lisa Genova





Buongiorno lettori,
quando leggo un romanzo che per qualsiasi motivo mi emoziona credo sempre di non riuscire a trasmettere a voi il mio pensiero così come lo vivo io. 
Questa è la storia di un bambino autistico e la sua famiglia. Credo che ci siano libri che vadano obbligatoriamente letti a scuola, in famiglia e consigliati e questo è una di quelli. Ma non perchè deve essere la pietà a spingerci a leggerlo, a spingerci deve essere la voglia di comprendere gli altri, quelli che non comunicano con noi in modo evidente. 
I libri servono anche come buoni esercizi di empatia.









Titolo: Tre sassi bianchi
Autore: Lisa Genova
Editore: Piemme
Pagine: 348
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 14.90
Ebook: € 8.99


"E poi finalmente era successo. Lui aveva guardato diritto nell'obiettivo. Forse aveva sete e aveva guardato il frigorifero in cerca del suo succo di frutta. Probabilmente era stato del tutto accidentale, però lei aveva fatto scattare il pulsante prima che i suoi occhi guizzassero via. Aveva controllato lo schermo LCD ed eccoli. I suoi occhi! Finestre spalancate su una giornata serena e luminosa. Non occhi sfuggenti o sconnessi. Occhi di un profondo marrone cioccolato fuso che appartenevano al suo bambino, che guardava la sua mamma. Che la vedeva".

Olivia fa la fotografa, separata dal marito e andata a vivere sull'isola di Nantucket dopo la morte del suo unico figlio. Si chiamava Anthony, aveva otto anni quando lei ha sentito quel tonfo provenire dal bagno dove lui giocava con l'acqua come ogni domenica mattina. Morto inaspettatamente in seguito ad una crisi convulsiva, mentre percorreva la sua routine che tanto lo rassicurava e lo faceva stare bene. Un bimbo non comunicativo, al quale a tre anni è stata diagnosticata una grave forma di
autismo, amante del numero tre e dei suoi sassi bianchi, che allineati danno sicurezza, come il dondolio dell'altalena, come il suo cartone preferito. Anthony non manifesta amore se non attraverso il movimento delle sue mani, movimento che i suoi genitori hanno ormai imparato a decifrare come un linguaggio verbale e universale. Non abbraccia nessuno lui, non guarda negli occhi. E' al di fuori del mondo.
In questa isola che si svuota nei tre mesi di freddo intenso Olivia conosce Beth, tradita dal marito e madre di tre bellissime bambine. Due donne che camminano di pari passo ma che per molto tempo non si intersecano mai del tutto. Beth per amore della famiglia ha riposto quello che lei era in uno scatolone in soffitta, le sue collane, i suoi vestiti colorati e la passione di scrivere storie. Ma si sa che le vere passioni è difficile soffocarle, ed è per questo motivo che prepotentemente prende vita nella sua mente la storia di un ragazzino senza voce. Leva il tappo alla sua penna, si siede sempre allo stesso posto in biblioteca e inizia a dar vita ai pensieri di questo bambino che la guida. Racconta di lui, delle sue stanze nascoste dentro la sua testa, della confusione che non gli piace e di ciò che lo rassicura. Quando il manoscritto arriva nelle mani di Olivia, è per lei chiaro quale sia stato il compito di suo figlio su questa terra.
Olivia è una madre che ha consumato se stessa e il suo matrimonio per affiancare suo figlio, si può tranquillamente dire che abbia vissuto otto anni solo per lui, adattandosi alle occhiate furtive delle altre mamme, in pubblico, mamme che la guardavano con commiserazione e giudizio. Così ha smesso anche di uscire, di evitare i luoghi in cui Anthony non si sarebbe sentito protetto e a suo agio. Meglio la spiaggia, rassicurante, silenziosa, posto in cui lui avrebbe potuto giocare con i suoi sassi, rotondi, bianchi, levigati. Ogni cambiamento, anche minimo, non era piacevole per Anthony.

"La mia vita è monopolizzata dall'autismo. Quando non lo vivo, lo leggo e ne parlo, e ne sono così nauseata che potrei vomitare. Ho paura che possa essere sempre così. Anthony soffre di autismo e non dirà mai SUCCO o DONDOLO o perchè strilla, e io e David non parliamo, compagni di cella nella stessa prigione".


Ho voluto trascrivere queste due citazioni per farvi capire lo stato d'animo di Olivia, donna e mamma che si addolora attraverso le sue stesse domande senza risposta, che si maledice per la sua insistenza di voler vedere il suo unico figlio felice, non solo sull'altalena, perchè il mondo non è pieno di altalene, ma di gente, lei lo vuole vedere felice in mezzo alle persone, con gli altri bambini, vuole che guardi altri cartoni. Ed è qui che compare l'involontario aiuto di Beth. Una donna che lontano dal mondo dell'autismo immagina nel suo racconto un bambino soddisfatto della vita. Venuto al mondo non per dimostrare l'amore a sua madre ma per amarla a modo suo, incondizionatamente. Perchè Anthony nella sua breve vita ha dato di più di una malattia di cui parlare.
Tre sassi bianchi è un romanzo intenso, bello, un piccolo spiraglio di conoscenza verso una malattia diffusa, in aumento e soprattutto quasi incomprensibile. Il tutto è scritto in modo scorrevole, anche se il tema trattato non è leggero Lisa Genova ha saputo coniugarlo in un contesto che lo rende parte importante del romanzo senza appesantire il lettore con nozioni o concetti medici, anche questi, quando ci sono sono spiegati in modo semplice e comprensibile. Particolarmente intense sono le pagine raccontate dal punto di vista di Anthony, la sua storia e quella della sua famiglia ha tutto intorno le vicende familiari e il tradimento di Jimmy nei confronti di Beth. Protagonisti che si intersecano bene in un romanzo molto delicato.

Una storia che commuove, che offre al lettore un punto di vista importante.Un romanzo veritiero, tenero, delicato ed emozionante. Molto bello.




Lisa Genova è nata in Massachusetts, dove vive tuttora con la sua famiglia. Dopo una laurea in neuropsichiatria ad Harvard, ha dedicato la sua vita allo studio di gravi disturbi quali la depressione, il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer. Perdersi, il suo primo romanzo è stato un incredibile caso editoriale, premiato da un clamoroso successo internazionale, e presto diventerà un film con Julianne Moore e Kristen Stewart.



lunedì 28 novembre 2016

Un secondo, primo Natale - S. Devitofrancesco | Il Serpente di Fuoco - M. Prandini - S. Bosi | Lo scrittore non ha fame - M.L. Putti





Buongiorno lettori,
la scorsa settimana si è conclusa con l'inizio del Giveaway organizzato da me e le altre ragazze per Natale. Il lunedì di oggi, invece porta con se le opere degli autori emergenti...Quale vi piace?
Buona lettura!









Titolo: Un secondo, primo Natale
Autore: Silvia Devitofrancesco
Editore: Self Publishing
Pagine: 168
Genere: Commedia romantica
Prezzo: € 10.39
Ebook: € 1.99 - gratis con Kindle Unlimited
Acquistabile su Amazon
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Da quando il suo fidanzato Bruce l’ha tradita con la sua migliore amica Shelly proprio la sera del 24 dicembre, Apple Horn odia il Natale con tutta se stessa. E se un aitante uomo con un ridicolo cappello da elfo sulla testa bussasse alla sua porta? Steve, fondatore del servizio gratuito “Secondo, primo Natale” ha una missione da compiere: trasformare la gelida fanciulla in una Christmas Lover Doc, step by step. Tra iniziali perplessità, abeti da addobbare, batticuore e paure da vincere riuscirà la diffidente Apple a fidarsi dell’intrigante Steve? E il loro sarà destinato a restare solo un rapporto puramente formale?

Silvia Devitofrancesco, classe 1990, è nata a Bari, dove vive tuttora. Ha conseguito la maturità classica e successivamente la Laurea triennale in Lettere (Curriculum "Editoria e giornalismo"). È autrice del romanzo "Lo specchio del tempo", vincitore del premio letterario “Autore possibile 2016” e dell’opera umoristica “Ultimo accesso alle…”.













Titolo: Il Serpente di Fuoco
Autore: Massimiliano Prandini - Sara Bosi
Editore: Delos Digital 
Pagine: 166
Genere: Fantasy
Prezzo: € 12.00
Ebook: € 3.99
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 Per mille anni il Popolo del Sole ha vissuto isolato nel deserto rifiutando la violenza del mondo, ma ora la sorgente che ha garantito loro pace e prosperità minaccia di disseccarsi. Solo un antico rito può salvare Città del Sole. Sono necessari un sacrificio e un assassino: il sangue del primo farà sgorgare l’acqua e la punizione del secondo terrà in vita la sorgente per i prossimi mille anni. Ma per resistere ai tormenti che lo attendono, l’assassino deve essere vestito con la pelle del Serpente di Fuoco, un animale mitico che nessuno a memoria d’uomo ha mai visto. Amber ha quindici anni e non è mai uscita dal palazzo cisterna che fornisce acqua alla città, il suo compito è curare il Giardino dell’Ombra, un orto officinale attraverso cui il Re, suo padre, cura le malattie del popolo. Dammar è un esploratore, passa la maggior parte del tempo a verificare i confini del deserto per sincerarsi che nulla disturbi l’isolamento del Popolo del Sole e coltiva in segreto un’amicizia che va contro le leggi della sua gente. Amber e Dammar non si conoscono, ma il disseccarsi della sorgente li condanna a essere sacrificio e assassino, un destino a cui pare impossibile sfuggire. Ma se nessuno ha mai visto il Serpente di Fuoco, sarà davvero necessario completare il rito per salvare Città del Sole? 

Estratto
Un piccolo piede candido esce dall’ombra della tela tesa fra quattro rami conficcati nella sabbia.
- Ahi! - Il piede si ritira di scatto e il rifugio crolla quando la ragazza si alza a sedere.
È bionda, la sua carnagione è lattea e quando si libera dai resti del rifugio le mani corrono a proteggere gli occhi troppo chiari dal riverbero accecante del sole del deserto. I suoi polsi sono legati assieme da una corda ruvida.
Rimasta senza difese tranne quella effimera di una sottile tunica priva di maniche, lancia un grido e si dimena nella sabbia rovente finché non riesce a recuperare la tela. Avvolta come in un bozzolo apre in fessura gli occhi, umidi di lacrime.
- Chi sei? Perché mi hai portata qui?
La domanda è gridata alla volta di un uomo seduto poco lontano nell’ombra troppo sottile di un tronco morto.
La sua pelle è rossa, tinta dal sole e dal grasso che si sta spalmando sulle braccia muscolose con gesti lenti, una fascia di metallo gli cinge la base del collo. Gli occhi che la fissano con sguardo triste sono di un azzurro cupo, come il cielo profondo sopra le loro teste, porta i capelli legati da un laccio di corda.
La guarda a lungo ma non dice una parola.

GLI AUTORI 
Massimiliano e Sara sono amici sin dal lontano 1997 e lavorano insieme dal 2005 quando hanno fondato il laboratorio Xomegap insieme a Marcello Ventilati, Gabriele Sorrentino e Simone Covili. Insieme al collettivo hanno pubblicato due antologie (“Xomegap: Diciotto racconti di sogni e d’ombra” con Il Foglio e “Mutazioni” con Giulio Perrone), alcuni e-book e la saga fantasy di Finisterra pubblicata da Edizioni Domino (“Le sorgenti del Dumrak” nel 2011; “Il risveglio degli Obliati” nel 2012; “L’Ultimo Eroe” nel 2014) che ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il “Marchio microeditoria di qualità” del comune di Chiari e due Premi Cittadella. Insieme Massimiliano e Sara hanno sceneggiato due cortometraggi: “Amygdala” e “Il ritorno del fantastico Gibian”, finalista al Nonantola Film Festival del 2011. Mentre come singoli hanno pubblicato diversi racconti in antologie di autori vari. Massimiliano nel 2010 ha pubblicato, sotto licenza Creative Commons, un’antologia di racconti orrorifici intitolata “Bestiario Stravagante” con le edizioni Damster.













Titolo: Lo scrittore non ha fame
Autore: Maria Letizia Putti
Editore: Graphofeel Edizioni
Pagine: 187
Genere: Romanzo
Prezzo: € 13.00
Contatti


Ma la notorietà, il successo, sono davvero la chiave per sentirsi realizzati o non sono altro che la prigione ideologica di un’illusione?
Dopo il successo della biografia romanzata de ‘La signora dei baci. Luisa Spagnoli’, Maria Letizia Putti torna con un nuovo romanzo dal titolo curioso ed insolito: ‘Lo scrittore non ha fame’, edito da Graphofeel Edizioni. 
Una prova di scrittura che conferma lo stile personale di un’autrice che continua a sperimentare un linguaggio proprio, intimo e quotidiano, mantenendo la spontaneità che la contraddistingue. 
La trama si sviluppa con una sequenzialità piacevole, fino ad una evoluzione avvolgente, che suscita in chi legge una costante curiosità. I quotidiani viaggi in treno sono per il protagonista lo spunto creativo per iniziare a scrivere e raccontare storie comuni, che appartengono a chiunque.  Nasce così, dall'osservazione delle vite degli altri, un romanzo che il nostro protagonista scrive senza eccessive ambizioni, più per piacere personale che per essere pubblicato. Accade però l’imprevedibile, e il neonato scrittore prima è costretto a confrontarsi con qualcosa che va oltre se stesso: la fama. 
Un viaggio vero e proprio nelle ambizioni, nelle passioni e nelle fragilità umane.

Il libro
Con una scrittura semplice, fluida e concreta l’autrice Maria Letizia Putti ci introduce nella quotidianità di Andrea, bibliotecario pendolare con due grandi passioni: la scrittura e il jazz. La vita del protagonista è scandita da momenti in famiglia, appuntamenti con gli amici, viaggi in treno per lavoro da Orvieto a Roma e viceversa, che diventano tempi di svago e osservazione costante dell’umanità. E’ proprio dagli atteggiamenti della gente, dalle loro espressioni che Andrea inizia a dare forma a pensieri scritti, riflessioni e a racconti più concreti, fino ad arrivare alla stesura di un libro. Irrompe un sogno che cambierà per sempre il corso degli eventi, fino a scoprire il fascino ambiguo della fama. La storia di un uomo qualunque che muta tra aspirazioni e desiderio di cambiamento, a riprova che non sempre il successo significa felicità.


Maria Letizia Putti è romana, “emigrata” nella Tuscia meridionale. Laureata in Archeologia e topografia medioevale, ha insegnato storia dell'arte e collaborato con la Rai come scrittrice di testi radiofonici. Da anni si occupa di conservazione del materiale librario antico e moderno presso una biblioteca scientifica statale. Autrice di articoli tecnici e appassionata cultrice di musica, ha esordito nella narrativa con Il passato remoto (2014, riedito nel 2016 come e-book). Per la Graphofeel ha scritto la biografia romanzata La signora dei Baci. Luisa Spagnoli (2016).

                        
Finita per oggi questa carrellata di nuove proposte...
...Vi abbraccio.