giovedì 28 gennaio 2016

Benvenuti nella mia libreria- Gennaio 2016



Buongiorno lettori!
Dopo due mesi (in cui ho continuato a comprare libri), torna oggi la rubrica "Scelti fra tanti", in cui vedremo insieme le nuove entrate nella mia libreria in questo mese di gennaio che sta per finire.


Margot-Monika M
Eretica edizioni
Omaggio CE

In un'epoca in cui l'accusa di eresia era diffusa più del pane, alcune donne si convinsero di esser streghe. Esser erboriste o levatrici era già indizio di colpa nella Germania del 1600 sconvolta dai roghi della Santa Inquisizione. Margot nasce e cresce in questo clima di superstizione ma, caparbia, libera e coraggiosa imporrà a sé stessa come unica colpa il sapere, la conoscenza.







Un libro che ho segnalato per la rubrica "Segnalazioni Scrittori Emergenti" e  che mi ha incuriosita, mancano solo poche pagine alla fine, fra qualche giorno la mia recensione.



La bambina numero otto-Kim van Alkemade
Bookme
Omaggio CE

New York, Anni Cinquanta. Per Rachel, infermiera dalla vita regolare e solitaria, il passato è un buco nero dal quale è riuscita a fuggire per miracolo. Quando però incontra Mildred Solomon, anziana paziente senza più speranze di guarigione, d'un tratto qualcosa nel suo subconscio si slaccia, i ricordi rimossi tornano a galla, prendono il sopravvento. Perché Rachel e la Dottoressa Solomon, come la donna vuole essere chiamata, si sono già conosciute tanto tempo fa, quando Rachel non era ancora Rachel, ma solo la bambina numero otto, un'orfana di pochi anni affidata a un istituto nel Lower East Side di Manhattan. Ma chi è veramente la Dottoressa Solomon? La madre surrogata che si prendeva cura degli sfortunati orfani - unico raggio di luce nella tormentata esistenza della piccola Rachel - o una donna fredda e cinica, votata alle proprie ambizioni e pronta a tutto nel nome della scienza? Solo chiamando a raccolta i fantasmi della memoria Rachel potrà trovare le risposte di cui ha bisogno, e diventare finalmente padrona del proprio destino. Kim van Alkemade prende spunto da fatti realmente accaduti per mettere in scena un dramma sui temi dell'abbandono, del tradimento e del riscatto.


Lo leggerò prestissimo! Anzi, mi sa che leggeremo insieme l'incipit...



Manna e miele, ferro e fuoco-Giuseppina Torregrossa
Mondadori


Romilda Gelardi viene alla luce in una notte di tormenta, mentre la neve cade fitta sui boschi delle Madonie. Nel caldo della loro casa, Maricchia e Alfonso si illuminano davanti al miracolo di quella figlia femmina tanto desiderata, bella e polposa come una spiga di grano a giugno. Romilda si rivela subito una bambina speciale, capace di stabilire un dialogo istintivo con cose e persone. Ancora non parla, e già ottiene il rispetto dei fratelli maggiori e quello della natura intorno a sé: è con sgomento che Maricchia, dopo averla lasciata sola pochi istanti, la trova ricoperta da un nugolo di api nere che la proteggono e la cullano con il loro ronzio. Ed è con altrettanto sgomento, misto a fierezza, che suo padre Alfonso si rende conto che, di tutti i figli, forse solo Romilda ha le capacità per ereditare i segreti del suo mestiere. Sì, perché Alfonso è un mannaluoro: uno dei pochissimi depositari dell¿arte di estrarre dai frassini ¿ muddii in dialetto siciliano ¿ la manna, sostanza dalle miracolose virtù nutritive e curative. La manna è la linfa dei muddii, che si cristallizza in cannoli bianchi dolcissimi e preziosi: ma essa si produce solo in condizioni molto speciali, incidendo la corteccia nel momento incantato in cui gli alberi mormorano nella notte e si offrono docili alle mani sapienti di chi li ferisce. Romilda cresce così tra gli insegnamenti della madre, che attraverso la cura delle api le insegna la dolcezza e il potere, e quelli del padre, che conosce la natura e sa che dolcezza e potere possono essere distruttivi se non li si controlla. Ma Romilda è destinata a incontrare presto la violenza del ferro e la prepotenza del fuoco: don Francesco, barone di Ventimiglia, la chiede in sposa ancora bambina. Seguire don Francesco significherà lasciare il bosco, conoscere le durezze di una vita più agiata ma profondamente inautentica ¿ in cui anche l¿esperienza della maternità può finire per espropriare una donna di se stessa. E mentre la Sicilia viene investita dal vento che scuote la penisola intera in lotta per l¿unità nazionale, anche per questi due sposi si compie un cammino di sofferenza e di prova: le loro nature opposte si incontrano e si scontrano, si forgiano tra le fiamme della passione e nel gelo di un silenzio sempre più profondo. Alfonso insegnava che ogni pianta fruttifica con straordinaria generosità quando viene privata del nutrimento: guidata da questa fiducia più forte di tutto, Romilda sopporterà il patimento più duro in attesa dei fiori maturi di una consapevolezza nuova. Quella di una donna, intelligente e dolce, forte e appassionata: manna e miele, ferro e fuoco. 


Dopo aver letto La miscela segreta di casa Olivares ho deciso di non abbandonare più questa autrice, ed ecco qui il mio nuovo acquisto, voglio tornare in Sicilia grazie alla sua penna.



L'eredità segreta-Katherine Webb
Mondadori


Nel freddo inverno del 2009, alla morte della nonna, Erica Calcott e sua sorella Beth, entrambe sulla quarantina, ricevono in eredità la magnifica casa di famiglia nello Wiltshire dove, da bambine, trascorrevano le vacanze estive. Quando arriva a Storton Manor, è sopraffatta dai ricordi della sua infanzia e soprattutto del cugino Henry, la cui improvvisa scomparsa nel nulla tanti anni prima aveva distrutto la famiglia. Erica decide di scoprire finalmente cosa è successo davvero al cugino, così da chiudere i conti con il passato e permettere a sua sorella Beth, da sempre tormentata da questa tragedia, di ritrovare la serenità. A poco a poco emergono segreti inattesi e sconvolgenti che riportano all'inizio del Novecento, quando un'affascinante ereditiera di New York si era trasferita per amore in Oklahoma e aveva dato l'avvio alla storia della loro famiglia.

Un regalo di Natale ricevuto a Gennaio, si, io e Stefania (per voi La ragazza che annusava i libri) quest'anno i regali ce li siamo scambiati con qualche settimana di ritardo, ma noi siamo così, viviamo nel nostro "disordine creativo". Un'autrice che non conosco ma che secondo me mi riserverà belle sorprese!



Adesso tocca a voi dirmi quali di questi libri avete letto, quale vi incuriosisce e magari quale non leggereste mai. 

Alla prossima!


lunedì 25 gennaio 2016

Giorno della memoria- Per imparare dalla storia.



Buongiorno lettori!

Ogni anno, il 27 gennaio si celebra l'ormai noto "Giorno della memoria". La giornata in cui un pensiero particolare va alle vittime della follia umana che prende il nome di Olocausto. Si dice che la storia andrebbe imparata per non ripeterne gli errori, ma il mio personale parere è che purtroppo celebriamo tristi date come questa, ricordiamo anniversari, festeggiamo la liberazione, essendo, ancora oggi, come ieri, vittime di quella stessa pazzia umana che tenta di convincerci dell'esistenza della diversità fra gli uomini. 
Vi riporto un pezzetto di storia tratto da wikipedia:

Entrata del campo di concentramento di Auschwitz
Arbeit Mach Frei: Il lavoro rende liberi
"La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oswiecim (Auschwitz) scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. Ad Auschwitz, circa 10-15 giorno prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa. L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista. In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chelmo e quello di Belzecma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo poche "unità speciali."


Ci sarebbe da parlare per giorni, ma io mi fermo qui perché vorrei consigliarvi dei libri sull'argomento, alcune sono storie tristemente vere, altri sono romanzi con accurate ricostruzioni storiche.



Vorrei iniziare dal libro "simbolo" della persecuzione degli ebrei:


Anne Frank-Diario
Einaudi

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno del 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all'immagine della scuola, dei compagni e di amori piú o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell'esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subí tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un'immagine nuova: quella di una ragazza vera, ironica, passionale, irriverente, animata da un'allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni. 



La memoria dei fiori-Rywka Lipszyc
Garzanti


È l’aprile del 1944, l’ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Łódź: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c’è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. 

Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. In mano Rywka stringe l’unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l’unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l’impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall'ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé stessa, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l’unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall'ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura. 
Sogni che le danno la forza, nonostante la sofferenza che la circonda, di emozionarsi per il ritorno della primavera, per la lettura di un libro, per il calore di un sorriso che arriva inaspettato.



La sarta di Dachau-Mary Chamnerlain
Garzanti


Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all'unica cosa che le rimane, il suo sogno. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello che abbia mai confezionato. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Führer...

Morire in primavera-Ralf Rothmann
Neri Pozza

Nel tardo inverno del 1945, nella Germania del nord, Walter e Fiete, diciassette anni ciascuno, lavorano come mungitori in un podere dal magnifico stemma con un cavallo nero sotto due falci incrociate. Il podere mostra tutti i segni della guerra. Lo stemma giace a terra in giardino, le travi della torre dell'orologio si ergono carbonizzate nel cielo, il portico è storto e danneggiato dopo un attacco dei caccia. "Il soldato Ivan è già sull'Oder", sussurrano le donne e sperano che quell'ultimo sussulto di guerra non si porti via, dopo gli uomini, anche i ragazzini del podere, come Walter e Fiete, mungitori dalla faccia pulita. Walter pensa che non lo spediranno mai al fronte. Sparava storto già nella Gioventù Hitleriana, ha gli occhi che non vanno, munge mucche, fa un lavoro che qualcuno deve pur fare. Inoltre, deve ancora finire di brigare con Elizabeth, la ragazza che fuma come una ciminiera e, con le sue sopracciglia, i riccioli neri e una sfrontatezza senza pari, sembra una zingara. Fiete, il suo amico più caro, ha il volto scarno, la carnagione imberbe, le ciglia lunghe e ricce e, se chiude gli occhi pesti, pare una ragazza. Quando beve, anziché dire "Heil Hitler", dice "Drei Liter". Ha già la fidanzata: Ortrud, dalle labbra rosse come nessuna. Insomma, è tutto fuorché un soldatino di piombo pronto a difendere l'onore della grande Germania. A una festa, però, lungo il canale, tra barili di birra e un'orchestrina di otto elementi, compaiono anche le Waffen-SS...

Il giardino delle bestie-Erik Larson
Neri Pozza

Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934. Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all'università di Chicago. Mentre siede alla sua scrivania all'università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino. Ed è cosi che, al loro arrivo, William e Martha si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all'aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.

Buone letture.


mercoledì 20 gennaio 2016

La miscela segreta di casa Olivares-Giuseppina Torregrossa



Buongiorno lettori!
Oggi, per iniziare bene la giornata una recensione aromatica! Se siete curiosi di sapere come inizia questa storia, date una lettura veloce all'incipit!












Titolo: La miscela segreta di casa Olivares
Autore: Giuseppina Torregrossa
Editore: Mondadori
Pagine: 317
Genere: Romanzo italiano
Prezzo: €18.00
Ebook: €6.99


"La tua fortuna saranno le femmine, la tua sicurezza il caffè"

Questa la profezia di Viola a sua figlia scrutando il fondo della sua tazzina e queste le parole che aiuteranno Genziana a ritrovarsi...

E' un aroma intenso e inebriante quello che Orlando sprigiona per le vie dei Quattro Mandamenti di Palermo. Il cuore pulsante del grande drago di fuoco batte vigorosamente sotto l'appartamento degli Olivares, instancabilmente tosta il caffè che gli operai di Roberto gli fanno ingurgitare, un uomo che tiene le redini della putìa, devoto al suo lavoro, ma che salendo le scale che portano di sopra incrocia giornalmente gli occhi dell'amore della sua vita, e in quel momento, si sveste dei panni di "capo" e lascia le redini della casa a sua moglie. Più giovane di lui, Viola, è il punto di riferimento per i palermitani del suo quartiere, è chiamandola Principessa che si accomodano nella sua cucina e chiedono di saperne di più del futuro che li attende attraverso la lettura dei fondi del caffè. Viola è una caffeomante, ma più che altro, è colei che accoglie e dona speranza.

"Ma come fai a sapere tutto?" le chiedevo.
"Sono una maga" rispondeva misteriosa.
Ma io sapevo che nelle tazze non c'era niente da leggere, lei i fatti del quartiere già li conosceva, il resto era facile immaginarlo. Però era brava a consolare la gente disperata e forse proprio in quell'aiuto che che non negava a nessuno consisteva il suo potere magico.

Fra quelle pareti cresce Genziana Olivares, la "Zauditù" dalla pelle ambrata, la figlia testarda che non riesce a prendere il posto della rimpianta madre quando Palermo cade sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Si ritroverà con una famiglia dimezzata, con un fratello sconvolto dalla paura che si riprenderà lentamente, con Provvidenza rimasta orfana e adesso totalmente sola, e Giovanni, colui che per anni è stato il braccio destro del padre alla putìa. Persone che tentano di ricominciare, ma che non hanno la voglia di sorridere, finchè la normalità bussa alla porta di casa Olivares attraverso la forma più semplice e comune, il piacere di stare insieme.
Giuseppina Torregrossa ci racconta di una Palermo che faticosamente si rialza grazie alle sue donne, forti pilastri su cui ricostruirsi.

"Le donne dal canto loro si impegnavano a riportare la normalità nelle famiglie duramente provate dalla fame e dalla miseria, che i maschi erano scomparsi, ammazzati o emigrati. Smentendo il pregiudizio che le voleva deboli, si avventurarono alla ricerca di pane e lavoro."


"Libere di votare le femmine, avrebbero alla fine voluto anche scegliere, magari anche studiare e una volta allitterate, riportare all'obbedienza quelle teste dure sarebbe stato impossibile"


Un romanzo di colori e profumi, di passeggiate talmente descritte bene da sembrare reali, una scrittura colorata grazie ai suoni siciliani facilmente comprensibili (forse in questo il mio essere calabrese ha aiutato, ma non preoccupatevi, il glossario sarà li a darvi una mano). Ho scoperto questo libro per caso, attratta dalla cover bellissima che mi ricorda il mio mangiare mandarini davanti al camino, una copia autografata trovata in rete ed ecco la scoperta di una "nuova autrice" per me, un nuovo modo di scrivere che mi è piaciuto e che continuerò sicuramente a leggere.

Famiglia, amore, fatica e innovazione si fondono a formare una miscela che da casa Olivares si insinuerà nelle narici e nel cuore del lettore.





Giuseppina Torregrossa nata a Palermo e madre di tre figli vive tra la Sicilia e Roma. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo, L'assaggiatrice (Rubbettino). Ha poi pubblicato Adele (Nottetempo 2012) e, per Mondadori, Il conto delle minne (2009), Manna e miele, ferro e fuoco (2011), Panza e prisenza (2012). Il figlio Maschio (Rizzoli 2015) è il suo ultimo romanzo.





Passeggiata fra le vie di Palermo

Sapete ormai che quando leggo un romanzo che mi piace, mi soffermo su alcuni luoghi o storie che mi hanno attratta. Allora ho pensato di fare insieme a voi una passeggiata in due dei luoghi dove Genziana ha vissuto la sua adolescenza trasformandosi da bambina a donna intraprendente.

I Quattro Mandamenti

Il cuore del centro storico di Palermo corrisponde alla piccola Piazza Vigliena, comunemente chiamata Quattro canti di città, che per molto tempo fu il centro della vita cittadina. Due assi viari tagliano la città, dividendola in quattro parti detti appunto Mandamenti. La storia ha poi provveduto a modellare le quattro parti della città caratterizzandole secondo le dominazioni in atto.
I quattro mandamenti sono: Castellammare, Monte di Pietà, Palazzo Reale e Tribunali. (fonte web)

La Vucciria

E' un piacevole miscuglio di voci, odori e rumori; un angolo della città dove il tempo sembra essersi fermato. E' il mercato più antico e popolare di Palermo si estende in Piazza Caracciolo e dintorni, nasce come bottega della carne, una volta chiusa da arcate, oggi completamente all'aperto, in cui la merce (carni, pesce, frutta) viene esposta in tipiche bancarelle su apposite lastre di marmo chiamate "Balate" (Fonte web, continua...)




Eccomi qui a chiudere questa recensione e a chiedervi se conoscete questa autrice e cosa avete letto di suo...
Alla prossima!



lunedì 18 gennaio 2016

Questo è un bel libro-A.Corbino/ Homeron Etark-F.Giuffrida/ Josepha e la pozione dell'eterna giovinezza- V.Agosta/ Favola di una falena-A.Del Debbio



Buon lunedì,
e come ogni lunedì, ecco gli scrittori emergenti. Anche questa volta un post che racchiude quattro segnalazioni, le richieste sono davvero tante e allo stesso tempo credo che un post unico possa essere letto e condiviso da più persone. Pronti? Via a leggere...











Titolo: Questo è un bel libro
Autore: Alberto Corbino
Editore: Iemme Edizioni
Pagine: 216
Genere: Romanzo italiano
Prezzo: €9.90
Acquistabile su Mondadoristore



La storia di Tano, Momo e Froid: nord e sud e poi tanto sud, che si incrociano dalla prima adolescenza all'ultimo addio trent'anni dopo, cervello e anima attorcigliati da un filo sottilissimo che è seta e acciaio insieme. Il primo vero romanzo di Alberto Corbino, il primo in cui si sorride e si ride con lacrime e a cento denti, il primo libro scritto solo col cuore a guidare la penna, perché quando si parla di amicizia non c'è altro modo per farlo.

Il titolo strizza l’occhio, il libro no, perché è “scritto solo col cuore a guidare la penna, perché quando si parla di amicizia non c’è altro modo per farlo”.

Il libro parla di vita vissuta a vari ritmi (ogni capitolo è preceduto da alcuni versi da canzoni per me importanti, come una colonna sonora), e descrive “vite di appassionata trincea, solitudini vissute in maniera diversa, immersi in un mondo da avanspettacolo che rende tutto più lieve e leggero”.


Alberto Corbino (Napoli, 1969), laureato in Scienze Politiche internazionali, ha usurpato un dottorato in Geografia umana a Padova e coltiva una passione non corrisposta per l’America latina e il Mediterraneo. Vive e fa finta di lavorare a Napoli, dove si occupa di teoria e pratica delle politiche di sviluppo sostenibile (ma da molto prima che ciò diventasse una moda). È talmente egocentrico che, oltre a numerosi articoli tecnico-divulgativi, ha pubblicato il romanzo breve Manguste Metropolitane (Avagliano Editore, 1996) e la raccolta di racconti Il Mare che non scappa, che include la commedia Malformazione professionale – diario di classe di stranoccupati partenopei (Arte Tipografica, 2001). Volontario della Ong di cooperazione allo sviluppo Mani Tese, si preoccupa di diffondere la cultura del viaggio responsabile con l’associazione il Vagabondo.












Titolo: Homeron Etark: Lunete, il corrotto e l'Oltreoceano
Autore: Francesco Giuffrida
Editore: Selfpublishing
Pagine: 478
Genere: Fantasy Epico
Prezzo: €24.00
Ebook: €3.00
Acquistabile su Amazon




L'epico viaggio di improbabili, sventurati e fragili eroi in un mondo avverso e crudele, eppure luminoso e leggendario. Un romanzo fantasy aperto a lettrici e lettori creativi.


È il tempo di Ilio e degli Dèi. Gli etark, il popolo nativo dell’Oltreoceano, coloro che abitano oltre le Colonne d’Ercole, vedono la propria terra sconvolta da un avvenimento terribile che li condurrà alla distruzione, se non saranno in grado di riscattarsi nei confronti dei loro fratelli umani. Sotto gli intrecci a loro riservati dal Fato, affideranno le loro ultime speranze alla giovane Catlyn e a suo fratello Hero: saranno loro ad intraprendere un epico viaggio che li porterà ben oltre i loro compiti e doveri. Amicizie, scontri, lotte e amori piomberanno su di loro in un mondo crudo e terribilmente diverso da casa. Incontreranno un eroe elleno senza passato, alla ricerca di imprese e gloria, come loro mandante di un compito senza una fine certa. Si imbatteranno in un nemico temibile. Se riusciranno a vincere questa sfida sarà forse possibile per gli etark salvarsi, altrimenti non rimarrà altro che l’oblio. Le loro azioni daranno il via ad una serie di eventi che echeggerà nel futuro, anche il più lontano, di tutto il popolo dell’Oltreoceano.

Estratto 


Uno strano silenzio era calato sulla città. Qualche bambino sgattaiolava via dalle porte delle dimore e andava sui tetti, insieme ai compagni, per poter vedere meglio quanto stava accadendo; i capifamiglia più premurosi sbarravano porte e finestre.
In quel momento, lungo la via principale, un giovanotto correva a perdifiato sospinto dal vento. Era alto, piuttosto magro, forse ancora non adulto ma dai suoi lineamenti trapelava tutta la predisposizione naturale ad affrettarsi nella crescita. D'altronde, così avevano deciso per lui le Divinità: avvenente, dolce con le etark ma di pugno fermo con i compagni d’avventura. Il suo nome era Hero, stava correndo verso casa. Doveva assolutamente chiamare sua sorella Catlyn: i loro amici li stavano aspettando sul tetto della dimora degli Howklas… a insaputa dei genitori. Svoltò giù per una strada secondaria e arrivò a un incrocio. Prese la destra e poi imboccò una stradina stretta fra due file di case così inclinate da formare un arco di pietra sui passanti. Finalmente arrivò alla porta del focolare. Il portoncino era in legno massiccio, sovrastato da un bassorilievo scolpito nella pietra, sopra il quale vi era una finestra. Hero aprì la porta per richiuderla subito alle proprie spalle.

Una volta dentro, al caldo, attraversò la stanza semi buia; l’ambiente era illuminato da una sola candela: il lume proiettava la luce su un enorme tappeto che arrivava fino all'altro capo della stanza, sotto al camino scoppiettante di braci. All'improvviso una folata di vento sollevò le pesanti tende alle finestre, facendo entrare qualche foglia. Hero si voltò, avvertendo qualcosa di strano.

La candela si era spenta; sul pavimento erano sparpagliati ramoscelli e sassi, tracce di una recente visita del figlioletto dei vicini: veniva spesso a giocare su quel grosso e morbido tappeto e si scordava sempre di ripulire. Niente di insolito. Scrollando le spalle per la mancata sorpresa si avviò verso le scale e in pochi leggeri passi arrivò al secondo piano.

“Catlyn!” chiamò sottovoce.
“Arrivo.”


CATLYN
 Nonostante Homeron Etark sia un romanzo dove non appaia subito un protagonista certo, da un certo punto del romanzo diviene chiaro che il protagonista c’è, ed è una lei, Catlyn. Ragazza etark cresciuta in Oltreoceano, timida e impacciata, fisicamente debole, addestrata per necessità al combattimento ma poco propensa ad esso, è la Wanakti degli etark, ossia protettrice di una delle più alte cariche religiose di questo popolo. L’intreccio parte frenetico e avventuroso, in effetti corale, ma poi si avvolge intorno a lei e al ruolo che ricoprirà nella saga: anche quando il punto di vista della narrazione non è il suo, l’oggetto del desiderio è lei, direttamente o indirettamente, lo sono le sue azioni o le sue scelte di percorso; perché Homeron Etark è, in definitiva, il suo percorso di crescita, lungo passi già prestabiliti per lei dal Fato. 


Francesco Giuffrida, studente universitario di Informatica, diplomato in Scienze Umane. Autore di Caponerd.it e Homeron Etark, il suo romanzo d’esordio, del quale ne ha realizzato ogni contenuto disponibile ad esso allegato, che si parli di disegni, video, app o sito web. Caratterialmente portato a condividere ciò che scopre -ed è un difetto, e un problema, essendo introverso e generalmente portato alla moderazione assoluta, nonché spesso in contraddizione con sé stesso, come ne ha appena dato prova- ha deciso di promuovere Homeron Etark con un progetto ad esso parallelo, “aperto a lettrici e lettori creativi”, per invitare a collaborare chi sentisse di rientrare in questa categoria, in modo che Homeron Etark e il mondo che lo circonda possano crescere nel modo migliore possibile. Prosaicamente, tutte le indicazioni sono disponibili su http://homeronetark.com/partecipa 














Titolo: Josepha e la pozione dell'eterna giovinezza
Autore: Valentina Agosta
Editore: Librinmente
Pagine: 68
Genere: Horror-fantasy
Ebook: €4.99
Acquistabile su Amazon-Librinmente




Josepha Camiller, scopre di essere una straga dopo aver salvato un coniglio in difficoltà. Entrerà a far parte di un mondo magico, sotterraneo. Andrà a studiare in una scuola di magia dove incontrerà persone che ben presto diventeranno suoi amici, ma conoscerà anche dei nemici da cui dovrà difendersi e cercherà di salvare il mondo magico dalle forze del male, ma non solo... 
Amore, passione, tenerezza e magia, tutto questo e molto altro è "Josephe e la pozione dell'eterna giovinezza" di Valentina Agosta.

"Cosa saresti disposta a perdere per salvare la vita di chi ami?"

Un romanzo di genere horror-fantasy che parla di amore, magia, mistero e creature fantastiche, racconta l'amore di una giovane donna, una madre che farà di tutto per salvare la sua famiglia dalle forze del male, ma per tutto c'è un prezzo, per sconfigere il male bisogna sempre rinunciare a qualcosa...















Titolo: Favola di una falena
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Panesi Edizioni
Genere: New Adult
Ebook: €2.99
Acquistabile su Amazon-Mondadoristore




Quarta di Copertina: Viareggio, settembre 2001. Sta per finire l'estate dopo la maturità: tempo di prendere decisioni importanti. Su questa premessa iniziano le avventure del turbolento Jonathan, della timida Francesca, della sognatrice Veronica e del rigoroso Leonardo, un viaggio nell'amicizia e nell'amore, una favola moderna di eroi coraggiosi che sopravvivono alla quotidianità aiutandosi l'un l'altro e credendo nei propri sogni. Falene in cerca di luce, destinate a non trovare mai riposo.

Tutto il resto non conta, tutto il resto si ferma alle porte della nostra amicizia.

Dopo la maturità, Jonathan e i suoi amici devono prendere importanti decisioni sul proprio futuro. Jonathan rinuncia a studiare, tuffandosi nel lavoro a tempo pieno, aiutando il cugino nella sua agenzia pubblicitaria, e cercando di recuperare la sua amicizia con Leo, incrinata da una ragazza che si era messa tra loro. Leonardo si iscrive a Medicina ma deve barcamenarsi tra le lezioni, lo studio e il prendersi cura della madre, psicologicamente instabile, e della sorella più piccola, che continua a sognare una famiglia unita, anche con il padre da cui si sono allontanati quando hanno lasciato Milano. Veronica sorprende gli amici, decidendo di iscriversi al Dams e andando a vivere a Bologna con il suo nuovo ragazzo, scardinando gli equilibri del gruppo. Francesca infine si iscrive a Lettere, sua grande passione, continuando a scrivere in un diario le avventure dei suoi amici, con l’idea un giorno di farne un libro, e faticando nel liberarsi del fantasma del suo defunto ex ragazzo che da sempre la ostacola nei suoi rapporti con il sesso maschile.
Su queste premesse iniziano le avventure di Jonathan e dei suoi amici, in quel periodo di passaggio che è la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. Un periodo in cui i sentimenti appaiono amplificati, a volte confusi, di certo molto intensi. Lo sa bene Veronica che lotta per inseguire un sogno e fuggire alla maledizione di Cenerentola, oppressa da una famiglia di “matrigne”. Da bruco diventerà una falena, sbattendo le ali in cerca della sua fiamma vitale.

Estratto: «Vorrei ricominciare a credere. Lo vorrei davvero. Credere che la vita abbia uno scopo e non sia soltanto un vuoto trascinarsi in giorni spesso uguali, credere che ci sia una luce alla fine del tunnel, che tutte le nostre sofferenze saranno ripagate. E che ci sia una persona, una sola, tra i miliardi che siamo, disposta a condividere la sua fede con me, a credere in me quanto io in lui, e a vivere lo stesso sogno. Pensi sia possibile, Leo?» (Veronica)

Nota: Per quanto "Favola di una falena" sia ambientato DOPO gli eventi di Anime contro e Oltre le nuvole, la lettura dei romanzi precedenti di Alessio Del Debbio non è obbligatoria, in quanto i libri sono costruiti per essere fruiti indipendentemente l'uno dall'altro.



Alessio Del Debbio nasce a Viareggio nel 1981. Appassionato di storia e mitologia, adora trascorrere il tempo libero leggendo, quasi divorando, romanzi storici o letteratura fantastica. Si laurea in Lettere Moderne con una tesi su Nick Adams, protagonista di alcuni racconti di “In our Time”, di Hemingway. Nel 2007 frequenta il corso di scrittura creativa organizzato da Divier Nelli, noto scrittore viareggino. Dal 2013 frequenta i Laboratori di Scrittura Creativa dell’Associazione Culturale “Le Otto Querce” di Viareggio, curati dallo scrittore e giornalista fiorentino Mirko Tondi. Nel 2011 pubblica “Oltre le nuvole – storie di amici”, romanzo young adults ambientato a Viareggio, cui seguirà, nel 2015, il prequel “Anime contro”.  Nel 2014 esce il racconto distopico “L’abisso alla fine del mondo”; Gds Edizioni. Dal 2012 al 2015 pubblica numerosi racconti in varie antologie, tra cui “I mondi del fantasy IV e V” di Limana Umanita Edizioni e “Racconti Toscani” di Historica Edizioni, molti dei quali riuniti nell’antologia “L’ora del diavolo”, vincitrice della III edizione del concorso ObiettivoLibro di Sensoinverso Edizioni e pubblicata a inizio 2016.

Pagina facebook dell’autore: “I mondi fantastici” 
Pagina facebook del libro: Favola di una falena


Dopo avervi fatto conoscere questi quattro autori e le loro opere vi chiedo come sempre il vostro parere...





giovedì 14 gennaio 2016

Shinig-Stephen King



Buongiorno lettori!
Eccomi qui a presentarvi il secondo appuntamento con la mia rubrica occasionale, Appunti di un lettore sporadico!!!
Vi ricordate chi è per me il lettore sporadico, vero? E' colui che in libreria compra solo un libro che leggerà entro i prossimi mesi, che preferisce un film alla lettura, ma che comunque è orgoglioso e si fa trascinare dalla storia quando decide di perdersi nei racconti fatti di inchiostro e carta. Il libro da lui letto, (perchè è un lui, precisamente mio marito), è uno di quelli che io nemmeno mi sogno di sfogliare, non amo guardarmi le spalle con l'ansia costante che possa accadere qualcosa...


Shining-Stephen Kink
Bompiani- €11.00-Thriller
588 pag

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.


Appunti: 

"Tendo spesso a comprare libri di Stephen King perché credo, e non lo dico solo io, sia uno dei grandi maestri dell'horror. Ci troviamo in Colorado, in un albergo sperduto fra le montagne, per cui Jack Torrence, scrittore ex alcolizzato, si offre di fare da custode,  in una solitudine spaventosa, gli unici a fargli compagnia sono la moglie Wendy e il figlio Danny. Un libro coinvolgente e terrificante, specialmente in quei mesi di totale isolamento, con un finale non scontato. Se avete visto o deciderete di vedere il film sappiate che le differenze e le omissioni sono molte. Il libro racconta di un nido di vespe che Jack trova sul tetto dell'albergo in un momento di pulizia. Il nido viene ripulito, grazie ai fumi che fanno morire gli animali, e regalato al bambino che durante notte si lamenta, nonostante tutto, di essere stato punto. Ai fini della trama questo non rappresenta un episodio fondamentale e forse perciò non ne è stata girata una scena del film, ma i dettagli e le spiegazioni sono davvero belle da leggere. Anche il finale è stato cambiato di molto rispetto a quello che troviamo fra le pagine di King, ma qui mi fermo per non spoilerare! E' inutile dire quale sia stata la versione che più mi ha conquistato." 


Adesso lettori, appurato il fatto che io non lo leggerò mai, voi coraggiosi, lo avete letto o avete visto il film?






martedì 12 gennaio 2016

Canto di Natale-Charles Dickens



Buon pomeriggio carissimi!
Finalmente anche io ho letto "Canto di Natale", conoscevo la storia e forse per questo non avevo mai comprato il libro, ma si sa, le promozioni ebook, a volte aiutano a riempire queste lacune!









Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Editore: Crescere
Genere: Narrativa classica
Prezzo: €12.66
Ebook: €0.49


Penso a questo libro come una delle più famose storie sulla conversione che il Natale debba portare nell'animo umano. La storia è fin troppo nota, nel periodo delle feste, hanno fatto sui canali per bambini per ben tre volte la versione Disney dove il signor Scrooge era interpretato da zio Paperone.
Ma facciamo un passo indietro....Il signor Scrooge, avido, freddo e aggiungerei anche arido, inevitabilmente solo, e felice, in quella casa enorme. Assiste al passaggio dell'ennesimo Natale nella sua vita, la situazione lo annoia, critica chi augura del bene agli altri, tanto meno pensa di aumentare il salario al suo dipendente. Rincasa, si mette la sua bella camicia da notte e riceve una visita inaspettata, lo spirito del suo ex socio e amico, Jacob Marley, morto da anni.

"Io ho veduto le vostre più nobili aspirazioni cadere ad una ad una fino a che la passione dominante, il lucro, vi ha assorbito"

Scrooge è stranito, pensa di essere impazzito, di dormire, ma certo non dimentica che riceverà tre visite da altri tre Spiriti del Natale. Uno di questi lo accompagnerà indietro nel tempo, quando il vecchio avido era soltanto un bambino che stava seduto da solo alla sua scrivania, mentre fuori gli altri bambini si auguravano buone feste urlanti di gioia...Lo Spirito del Natale presente gli aprirà le porte delle case in cui le famiglie sono riunite, sentirà sempre parole di rabbia contro la sua persona, fisserà fino all'ultimo istante gli occhi del piccolo Tiny Tim, che continuando a vivere di stenti non riuscirà a farcela. 

"Uomo, disse lo spirito, se d'uomo è il tuo cuore e non di adamante, lascia questo tuo tristo linguaggio, finché non saprai qual è quel soverchio e dov'è. Osi tu forse decidere quali uomini debbano vivere, quali morire? Può darsi che agli occhi del cielo, tu sii più indegno di vivere che non milioni di creature simili al fanciullo di questo povero uomo. Oh Dio! Udir l'insetto sulla foglia pronunciare che c'è troppi viventi fra i suoi fratelli affamati nella polvere!
Tremò Scrooge al fiero rabbuffo e abbassò umile gli occhi. Ma subito li rialzò, udendo pronunziare il suo nome."

Ma credo che quello che faccia più riflettere sia la visione presentata a Scrooge dal muto Spirito del Natale futuro. Un uomo morto da solo, spogliato dei suoi averi e di cui nessuno dirà mai una semplice parola buona per ricordarlo. Una vita persa ad accumulare materialità a discapito dei veri rapporti umani.
Vi ho già anticipato che, pur conoscendo la storia, non avevo letto il libro prima di queste feste natalizie. Contenta di averlo fatto, ho assimilato il libro con la maturità dei miei trentatré anni e mi ha fatto riflettere non solo la storia in sè, ma quanto purtroppo sia attuale. L'ira, l'orgoglio e la malvagità in nome di uno Spirito che non si riconosce negli atti degli uomini, l'ignoranza e la miseria, due "bambini" che crescono e si alimentano delle azioni compiute in modo malevolo e sconveniente.

Canto di Natale è sicuramente un libro da regalare, da leggere, da sottolineare e assorbire non soltanto in quel famoso periodo dell'anno in cui tutti proviamo, spesso con scarsi risultati, ad essere più buoni.






Charles Dickens nacque a Portsmouth nel 1812. Trascorse l’infanzia a Chatham e poi seguì il padre in un traumatico trasferimento a Londra. Della metropoli in cui visse fece il centro ispiratore della sua arte, il centro di un quadro vivo e mobile, un caleidoscopio armonico e colorato di personaggi, conflitti sociali, umori e fermenti della sua epoca. Morì nel 1870. La Newton Compton ha pubblicato Le due città, Grandi speranze, Oliver Twist, Tempi difficili e, nella collana Mammut, David Copperfield e I grandi romanzi.



mercoledì 6 gennaio 2016

Il Siberino-Giovanna Roma/ Like Lions-Giorgia Vasaperna/ Ancora e mai più (nelle mutande)- Andrea Pistoia/ Margot-Monika M



Buongiorno, si torna alla quasi normalità con le segnalazioni degli scrittori emergenti, riuniti anche questa volta in un solo post perché credetemi, sono davvero tanti! 
Buona lettura!












Titolo: Il Siberiano
Autore: Giovanna Roma
Editore: Self-Publishing
Pagine: 347
Genere: Dark Romance
Ebook: €1.99
Acquistabile su Amazon


Sono stato tradito dal mio migliore amico.                                                 
Maksim non ha ben chiaro contro chi ha dichiarato guerra.È giunto il momento di un cambio al vertice, di pagare per i propri errori.Lacrime di sangue righeranno le guance della sua bella Katerina.     
Non supererà mai il dolore che gli infliggerò. Ha avuto l’audacia di tradirmi ancora, ma scoprirà sulla sua pelle che sarebbe stato meglio non essere ritrovati dal Siberiano. 


Estratto

«Voglio che ricordi che io non sono l’eroe buono e mai lo sarò.» La voce densa mi aggroviglia lo stomaco e salire le lacrime agli occhi. A sentirlo parlare sembra davvero condannato alle fiamme per l’eternità e a non bramare altro.

«Quindi era giusto ucciderli?» Ha un’espressione tesa. «Perché è questo che fanno i cattivi, uccidono i buoni, non è vero?» 
«Sta zitta!» scatta in piedi, stringendo forte i pugni.
«Non c’è bontà in me, Kate. Non perdere tempo a cercarla.» Gli occhi sono inferociti e urlano un bisogno selvaggio di distruzione.
«Non cerco la bontà, ma la tua paura.» Gli afferro un pugno delicatamente, ma lui tira via il braccio come scottato.
«Vedi muscoli, testa, occhi.» Le sue mani grandi percorrono ogni parte del corpo. «E credi che dentro tutto questo ci sia un’anima. Ma non è così. Quei due vecchi pensavano che amandomi, avrebbero risvegliato qualcosa in quel bambino.» Si piega su di me, puntando le mani sui braccioli. Sprofondo quanto più posso con la schiena nella spalliera. Avverto il suo respiro caldo sulle labbra. «Hanno risvegliato la bestia e li ho uccisi.» La voce profonda è agghiacciante. Aprirgli il proprio cuore vuol dire solo morire tra atroci dolori, è questo che cerca di dirmi. Anche quando si è trattato di riconsegnarmi a Sergey, è uscito di testa. Temeva che lo abbandonassi.
«Hai solo paura, Maksim.» Paura di rimanere solo, ma anche di non poter contraccambiare un sentimento così forte. Non sa come si fa? Se riuscisse a lasciarsi andare, ad aprire le braccia e accogliere quello che posso dargli, la situazione sarebbe diversa. Potrebbe perfino fidarsi di me. L’amore spaventa, però se non lottiamo in suo nome, quale può essere il significato delle emozioni? Crede che qualsiasi gesto affettuoso possa compiere, non sia mai abbastanza? Non saprei e non ho tempo per rifletterci, perché mi attacca con un bacio profondo, rude. Morde barbaramente le mie labbra fino a farle sanguinare. Lotto con tutte le forze per togliermelo di dosso, ma si avvinghia con un braccio dietro la schiena e stende indietro il sedile. Il colpo mi fa strillare. Tento di allungarmi e raggiungere il suo pugnale sul lato destro. Se ne accorge e mi inchioda il polso sopra la testa. Con la mano libera si sbottona i denim e solleva il mio vestitino corto. Non porto le mutandine e gli è facile penetrarmi. Fa malissimo, non ero preparata. Si agita, grugnisce, mi morde le guance, il collo, l’orecchio. Provo dolore e non solo fisico. Il cuore è allo stremo delle forze. Ho taciuto i miei sentimenti al mondo intero, però adesso anche lui ha bisogno di sfruttare la sua voce ed è stanco di veder cibare solo il corpo. Vuole nutrirsi di quel nettare che soltanto un altro cuore sa donare. Maksim si blocca di punto in bianco. Non credo sia venuto e neanche che si sia addormentato. La testa immersa nei miei capelli non mi permette di vedere l’espressione del suo volto.

«Puoi prendertela con me, come sei solito fare, però non cambierà nulla. Potevo scappare, invece sono rimasta.» La voce è spezzata dalle lacrime. Si solleva sulle braccia e mi fissa con occhi assenti.


**Attenzione**

Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene molto forti, violente, esplicite e un linguaggio crudo. Non adatto a minori o persone particolarmente sensibili o suscettibili. Leggerlo potrebbe scioccarvi, persino disturbarvi.













Titolo: Like Lions
Autore: Giorgia Vasaperna
Editore: Panesi Edizioni
Pagine: 178
Genere: Urban Fantasy
Ebook: €0.99
Acquistabile su Amazon


Per Avril la vita è come un bivio senza indicazioni: non è facile capire cos'è giusto o sbagliato. D'altronde, chi non avrebbe difficoltà con una madre come Tenebra, l’incarnazione del Male? Il Castello Oscuro non dovrebbe essere un posto per ragazzini, eppure lei convive ogni giorno con il dolore dei Servi, le anime degli esseri umani più crudeli mai vissuti sulla Terra. Avril infatti vive su Kyom, il pianeta dei morti, ma non ha mai lasciato le mura del Castello Oscuro. È persino convinta di non avere un padre, finché un giorno un giovane guerriero le rivelerà una verità che le cambierà la vita per sempre.

"Vidi due occhi nel buio, rossi come il fuoco e accecanti come il sole; sentii una voce oscura sussurrare qualcosa. Purtroppo, non capii nulla. Fu qualcosa di terribile... qualcosa che fece riemergere in me un trauma a lungo sepolto, dimenticato."


Giorgia Vasaperna è nata il 26 aprile del 1996 a Catania, dove tutt'ora vive. Frequenta il corso “Scienze e lingue della comunicazione” all'università di Catania. Le piace recitare, cantare, suonare il violino e, ovviamente, scrivere.  











Titolo: Ancora e mai più (nelle mutande)
Autore: Andrea Pistoia
Editore: Youncanprint
Pagine: 228
Genere: Romanzo
Prezzo: €15.00
Ebook: €2.99
Acquistabile su Amazon


Può un amore tradito dare il colpo di grazia a tutto ciò che di buono c’è in Edmondo, spingendolo a manifestare il suo lato più irriverente e cinico? Naturale, dato che in certe situazioni si può solo soccombere o reagire. Ma da un ventitreenne che si fa soprannominare Mondo, che vacilla continuamente tra il complesso di Edipo e quello di Rocco Siffredi e che possiede un ego smisurato, con istinti di onnipotenza e quel cinismo che piace, non ci si può aspettare di certo la resa.

D’altro canto, resta sempre un ragazzo gettato nella fossa delle leonesse milanesi. E allora, cosa può fare se non chiedere aiuto ai suoi sempre-ingrifati amici e al suo datore di lavoro (un latin lover fatto e finito) e gettarsi in mirabolanti avventure notturne nella Milano modaiola, sperando non di uscire vincitore ma almeno di sopravvivere dignitosamente alla notte e di trovare un po’ di felicità ‘sottocoperta’?
Ma è a tutti gli effetti una ‘mission impossible’, tra ragazze snob, insicure o mentalmente instabili e seduttori più agguerriti ed implacabili di lui.
Trascinato dagli eventi, il protagonista alterna momenti di cinismo acuto ad inaspettata sensibilità, comicità da scaricatore di porto ad intelligenza arguta. Ma non possiamo neanche fargliene una colpa;  è semplicemente un ragazzo immischiato negli ingranaggi della vita.

In un susseguirsi di episodi esilaranti, amici spassosi e dialoghi sopra le righe, ci si accorge di come questa storia sia, in fondo, la vita di ognuno di noi, fatta di tentativi di distinguersi dalla massa, di sogni da mantenere sempre vivi e di seduzione ‘take-away’ così attuali e realistici da indurre ogni lettore a rispecchiarsi nel protagonista e a rivivere quelle vittorie e sconfitte che l’hanno reso l’uomo di oggi.


Incipit

Adrenalinico come non mai, schizzo con la mia automobile per le strade deserte della mia città natale fino a giungere a destinazione: casa della morosa. Accosto e scendo. Non posso far a meno di squadrare la mia Utilitaria Atomica come fosse un mostro dalle fauci assassine. Quante ragazze vi sono salite per poi scenderne, un’ora dopo, donne… 
La mia fuoriserie, un prolungamento della mia virilità, già di per sé immensa. Intorno a me c’è un silenzio da sogno o da incubo, a seconda che dietro l’angolo trovo la Grande Luce ad attendermi o un assassino bramoso di macinarmi nel tritacarne. Col passo di un Buddha m’incammino verso la casa della mia dolce metà. Certo è che sarà una bella sorpresa per Luana, la mia sexy fidanzata. Non se l’aspetterebbe mai. Almeno se mi fossi sparato qualche superalcolico prima avrei potuto usare questa scusante per questo stato d’estasi ma, ahimè, sono astemio. Bando alle divagazioni da aspirante intellettuale, sono sempre solo in questa notte, con una strada che non smette di sorprendermi e una bottiglia di spumante analcolico nella mano (pensavate che stessi scherzando sull'essere astemio?). 
Nell'aria si sente già la fragranza di una primavera ormai alle porte. Respiro a pieni polmoni il profumo di questa serata di marzo mentre giungo a destinazione. Alzo la testa. Al posto del cielo c’è un condominio di dieci piani che inghiotte stelle e libertà. Sosto davanti ad un portone finto settecentesco con i volti di due Gargoyles dall'aspetto grottesco impressi sul legno. Sputo in faccia ad una statua. Mi sono sempre state sul culo le leggende. Prendo la rincorsa per citofonare ma all'ultimo freno sgommando con le suole, facendo un gran polverone e puzzo di gomma bruciata. 
Forse sta dormendo. Forse sta sognando il principe azzurro, ovvero me. Forse è tardi. In fondo se non c’è nessuno per strada ci sarà un motivo, al di là del suicidio collettivo. Mi guardo intorno in cerca d’ispirazione, di consiglio. Un cane randagio cammina lento dall'altra parte del marciapiede. E’ piccolo e spelacchiato, che se non l’avessi guardato con attenzione l’avrei scambiato per un ratto. Decido di andarmene. Attraverso la strada e torno alla mia fuoriserie. 
Il rumore di un’automobile in corsa mi fa voltare verso la casa di Luana. Dal nulla appare un’utilitaria che occupa spazio zero ma beve carburante a cisterne. Il suo colore, un giallo diarrea di uccellino minuto ma che quando ci si mette ne fa tonnellate, mi è familiare. La ragazza e il suo accompagnatore mi sono familiari. Luana è vestita al top del suo splendore, con una gonna di pelle nera da ultimo grido, da infarto, e calze a rete capitolate da un paio di scarpe con tacco rosso fuoco in stile ‘Più porca di così si muore’. Luca, il mio miglior amico, è vestito come al suo solito alla bell'e meglio, con dei jeans sbiaditi e un giubbotto di finta pelle che si direbbe essere firmato ma non si capisce se da uno stilista famoso o dal vu cumprà del supermercato di fianco a casa mia. A vedere lei sembrano esser andati in una discoteca d’alto livello. A guardare lui ad un raduno di infartuati disabili. 
Mi nascondo nell'ombra di un lampione rotto, da buon ninja schizofrenico, e osservo. Luana parla, visibilmente alterata. Alza a tratti la voce e nell'eco della via deserta le sue parole suonano come stramazzi di un’oca. Luca resta fermo, biascica qualche parola e gli prende un tic nuovo: si prende a schiaffi in faccia ogni due secondi. Lei rincara la dose. Si avvicina all'interlocutore minacciosa, pronta a colpirlo con la sola forza di volontà, poi tutta la sua determinazione si perde in una lacrima che le scivola sul viso come una fontana. Luca abbraccia la ragazza quando una seconda stella liquida le appare sul viso. Lei alza lo sguardo verso di lui e la distanza tra le loro labbra si accorciano pericolosamente... … E io corro nella direzione opposta, rubando solitudine al cielo e singhiozzi al vento. Corro fino a sentire il cuore scoppiarmi nel petto.

Andrea Pistoia si racconta: 1976 Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano, una ridente cittadina pavese. Attraverso la mia infanzia giocando, facendo i capricci e inventando storie avventurose con i miei robot come protagonisti. 1988 A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Da lì ai decenni a venire è stata un’escalation di letture, inarrestabile e senza fare superstiti.
2000 Scrivo ‘Ancora e mai più nelle mutande’. Cambio lo stile narrativo scoprendo di trovarmi più a mio agio con un linguaggio più schietto e leggero che non con uno serioso e ponderato. Ricevo nuovi apprezzamenti da alcune case editrici (ma la crisi, editoriale e non, incombe sempre più).
2001 Gli anni del giornalismo. In due anni scrivo per alcuni giornali locali e per la rivista ‘Idea Web’. Anche qui non posso esimermi dal dare sfoggio del mio stile scanzonato e sopra le righe.
2002 Vengo scelto tra una rosa di partecipanti e la mia opera viene pubblicata su un’antologia di poeti esordienti. Dopodiché, la mia indole di vagabondo mi porta a girare il mondo in cerca di nuove e stimolanti avventure.
2007 Tornato in pianta stabile in Italia, realizzo e porto avanti a ritmi serrati due blog: uno impegnato e uno di strip irriverenti. Accantono provvisoriamente la mia vita da scrittore per vestire i panni di blogger.
2008 Inizia la mia vita di recensore di fumetti e parallelamente collaboro come sceneggiatore ad un fumetto online per una nota casa editrice italiana. Negli anni a venire realizzo quattro albi (più altre opere che sfortunatamente si arenano durante la gestazione).
2010 Collaboro con due noti siti di viaggi come recensore, condividendo esperienze vissute in questi decenni in giro per il mondo.
2012 Nuova impresa: Direttore Editoriale di una fanzine online. Nuove responsabilità ma grandi soddisfazioni. 2014 In una notte buia e tempestosa rileggo ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’. Vedendo i limiti di quella mia adolescenza letteraria e le mie attuali capacità di narratore, un’idea folle mi balena nella mente:‘ Perché non fargli un restyling?’. Ma quello che sembra essere solo un breve lavoro di correzione si rivela un’impresa mastodontica. Il risultato? Ai posteri l’ardua sentenza.
2015 Il libro è ormai acquistabile online e nelle librerie d’Italia. Un sito è nato per far conoscere l’opera nel web. Anche i social network vengono coinvolti in questo progetto. Nel frattempo, oltre a girare il bel paese per promuovere l’opera ed abbracciare nuovi mezzi per divulgarlo, proseguo i miei impegni di recensore, blogger, direttore editoriale e lettore accanito. E tra un impegno e l’altro, mi circondo di amici che stimo e a cui voglio bene.













Titolo: Margot
Autore: Monika M
Editore: Eretica Edizioni
Pagine: 214
Genere: Narrativa
Prezzo: €11.50
Acquistabile su Amazon-Eretica Edizioni



In un epoca in cui l'accusa di eresia era diffusa più del pane ,alcune donne si­ convinsero di esser streghe. Esser erboriste o levatrici era già indizio di colpa nella Germania del 1600 sconvolta dai roghi della Santa Inquisizione . Margot­ nasce e cresce in questo clima di superstizione ma , caparbia ,libera e coraggiosa imporrà a sé stessa come unica colpa il sapere, la conoscenza.

"Il ...dolore patito impedirà alla tua mente di dimenticare ed al tuo cuore di perdonare , Loro mai più potranno avvicinarsi a te... "
Poco prima di perdere del tutto i ­sensi ,accasciata tra la neve morbida , ­Margot si domandò chi fossero "Loro" e ­comprese con un brivido che loro erano tutti . Nessuno avrebbe mai potuto comprendere quella strana bambina.


Estratto
L’ALBA DEI SUOI OCCHI
1592 Bayern
Il vapore umido saturava l’aria mentre il debole fuoco al centro della stanza scoppiettava pigro non molto lontano dal dolore urlato dalla donna. I rumori provenienti dall’ esterno narravano di una pioggia fitta, incessante, che andava infangando il mondo. Le grida della donna, seduta sul marcio sgabello di legno, maledicevano il nervoso marito che, all’esterno della casa, attendeva il pianto della nuova vita che la moglie gli avrebbe donato, nuovamente. Sorpreso il contadino mormorava una preghiera che credeva di non sapere, volta a chiedere gli venisse donato il bramato erede maschio. Mani nodose ed aride si sfregano nervosamente mentre con voce severa l'uomo sgridava le due figlie che giocano, indifferenti al dolore della madre, impastando il fango da terra raccolto come creta da plasmare in un sudicio gioco.
- Si! un maschio, un maschio ci vuole in questa casa di contadini! - bisbigliò con la disperazione nel cuore, quale benedizione sarebbe stata , ma una strana atmosfera regnava in casa da giorni, segni di sventura si susseguivano gettando i loro semplici cuori nel terrore e nello sconforto. Veloce si fece il segno della croce e cupo attese che il fato decretasse la sua fortuna o sventura. Finalmente con l’ennesima spinta, che la fece tremare fino alle viscere, la donna riuscì ad espellere il piccolo corpo che da mesi ospitava, sperando lo sgabello non cedesse proprio in quel momento, mentre sfinita si appoggiava alla levatrice che per tutto il tempo, instancabile, le aveva sostenuto la schiena, incoraggiandola.
Un forte odore di muffa accolse il suo pianto, una povera stanza scura e spoglia i suoi occhi verde smeraldo che attenti già tutto guardavano. Mamma e figlia si fissarono. Lo sguardo deluso e spaventato della donna che, ancora sofferente per le fatiche del parto, respingeva da se e dal nutrimento del suo seno , disconoscendola, quella creatura così diversa dalle due precedenti figlie . Quei capelli, tanti, lunghi e neri e quegli occhi enormi già aperti così attenti che tutto seguivano e comprendevano, erano senza dubbio segni che le donne timorose del Maligno conoscono bene.
- Subito, te ne devi disfare subito... - mormorò la levatrice fuggendo spaventata, senza rivendicare neppure il suo compenso che avrebbe portato a lei sventura per aver aiutato a nascere un figlio del demonio.
L’uomo passeggiava nervosamente attorno al giaciglio tenendo disperatamente la testa tra le mani, scuotendola nervosamente, pensando a come disfarsi di quella disgrazia generata nella sua casa. Non aveva neanche il coraggio di guardarla, conoscendo i poteri di quegli esseri maledetti, temendo potesse prendere il sopravvento sulla sua mente e manipolarlo salvandosi dalla sorte avversa che la attendeva. La avvolse in un panno lercio di sangue trovato a terra vicino al letto e senza guardarla la gettò maldestramente in un cesto di vimini usato per portare in casa il carbone
- Affiderò quel corpicino al bosco, i lupi sazieranno i loro stomaci vuotati dal freddo inverno con morsi voraci e feroci e se sarà fortunata non avrà neanche tempo di soffrire. - annunciò infine guardando rabbiosamente la moglie che riteneva colpevole di tale abbominio.
Le imposte sbattevano violentate dalla tempesta che fuori imperversava, con cuore gonfio di terrore l'uomo pensò fosse giunta la fine del mondo. Uscì lesto per compiere ciò che non poteva es-ser rimandato, sfidando il temporale. Sentì le braccia tremare al pensiero del destino che attende quel fragile fagottino, ma con rabbia si ordinò di non aver pietà e di farlo in fretta, che la sua volontà già vacillava dominata da quell’essere immondo. La gelida pioggia alimentava ancor più quei brividi che gli scuotevano violentemente il corpo, brividi di repulsione per quel che stava facendo, - sangue del mio sangue! - pensò mentre avvertiva che il cuor suo si paralizzava dal dolore come divenisse di duro granito. Senza voltarsi lasciò tra le radici di un’antica quercia la cesta muta, che impotente attende il suo destino ormai segnato. Come una gigantesca ombra i torrioni di Rothenburg dominavano l'orizzonte annacquato dalla pioggia incessante e con rabbia il contadino pensò, guardandola, che i signori che al sicuro di quelle mura vivevano non dovevano certo preoccuparsi di simili sventure, mestamente tornò alla sua misera capanna, Dio non aveva ascoltato la sua preghiera, ed accettando la misera condizione che gli era stata riservata sentenziò
- Sia fatta la Tua volontà! -



Monika M., autrice del romanzo Margot, nasce a Roma nel 1976. Amante dell’arte rinascimentale e della storia medioevale, curiosa indagatrice di quel che fu la follia dell’ inquisizione.



Lettori, anche oggi posso dire che sono tutti libri diversi fra loro...Alcuni molto curiosi direi, voi cosa ne pensate?