mercoledì 24 febbraio 2016

Libertà di scelta-L. Latini/ Beethoven's silence-S. Paolini/ Love in the scars-A. Lewine



Buongiorno lettori!
Dopo la recensione di lunedì, oggi do spazio agli autori emergenti...Buona lettura!













Titolo: Libertà di scelta
Autore: Laura Latini
Editore: Youcanprint
Pagine: 115
Ebook: €0.99
Acquistabile su Amazon




"Loredana, Anna, Cristina, Daniela, Gabriella, Irina ecc.: giovani donne che con semplicità raccontano le loro storie, fatte di ansie, di gioie, di dolore, di trepidazione, di speranze e di volontà di riscattarsi da una condizione di subordinazione.
Le loro vicende vi coinvolgeranno perché narrate con sincerità ed immediatezza.
Sullo sfondo un'Italia che dagli anni cinquanta ad oggi ha conosciuto profondi cambiamenti sociali e culturali."


Laura Latini nasce a Venezia e vive nella vicina Mestre. Felicemente sposata, ha due figli e due nipoti, ai quali è molto affezionata. pur avendo studiato per parecchi anni filosofia, ha mantenuto sempre vivo l'interesse per la letteratura e l'arte. da alcuni anni scrive racconti, nei quali con un linguaggio semplice, cerca di dare un'interpretazione della realtà circostante e del momento storico che stiamo vivendo. Pubblica con Youcanprint la sua prima serie di racconti, dal titolo "Libertà di scelta", attraverso la quale analizza i mutamenti della nostra società dal dopoguerra ad oggi attraverso la narrazione di fatti accaduti ad alcune donne.












Titolo: Beethoven's silence"...io sono Irina e sono Elise..."
Autore: Sonia paolini
Editore: Lettere Animate
Pagine: 362
Genere: Narrativa contemporanea
Ebook: €1.99
Entro febbraio anche versione cartacea


Due colleghi psicologi e amici di lunga data ideano un progetto che vede protagonisti due loro pazienti, diversi in tutto ma uniti dalla profonda sofferenza che li ha segnati e inaspettatamente dalla musica classica. Il desiderio della giovane Irina, martire di violenze e abusi, di vivere l’esistenza di una comune adolescente si fonderà con la speranza di Philippe di superare il rimorso di aver permesso che la moglie e il figlio, vittime della sua effimera esistenza, morissero. Faranno da cornice ai loro desideri e speranze l’energia della dottoressa Jean La Mot, che considera il suo operato una missione, la determinazione e il coraggio di Etienne, deciso a percorrere la lunga strada che dista dal proprio cuore a quello della ragazza che ama e l’ossessione di Pierre Danton, un efferato criminale, di riavere accanto a sé la sua donna. Ogni parte del progetto è studiata nei minimi dettagli, niente andrà storto o forse niente andrà per il verso giusto…

Estratto:
Con ai piedi i soli calzini per non fare rumore, uscì dalla propria stanza, percorse il corridoio e raggiunse le scale. Mentre le scendeva si arrestò, dalla biblioteca proveniva il suono del pianoforte. Era Philippe, anche lui non riusciva a dormire. Stava suonando Sonata al chiaro di luna di Beethoven. La melodia era tanto meravigliosa quanto triste. Arrivata in fondo alle scale, proseguì fino davanti alla biblioteca. Non entrò, rimase dietro la porta semichiusa ad ascoltare la sua esecuzione e, così nascosta, lo osservò mentre suonava. Era triste, molto triste, avrebbe giurato che stesse piangendo. Nuovamente si chiese quale fosse il suo dramma. Restò a guardarlo ancora qualche momento, poi decise di tornare in camera. Allontanandosi fece rumore e lui si accorse della sua presenza. “Perché non dormi?” le chiese, interrompendo la melodia. “Perché tu non dormi?” gli rispose lei con una domanda, tornando vicino alla porta. “Non ne ho voglia… preferisco venire qui a suonare.” “Io avrei voluto dormire, ma, non riuscendoci, ho pensato di venire qui a leggere e, purtroppo, ti ho disturbato…” “Non ti preoccupare, sto solo suonando il pianoforte. È il primo strumento che da piccolo ho imparato a conoscere, frequentando lezioni private, prima di entrare in conservatorio.” “Cos'altro sai suonare oltre al pianoforte?” gli chiese, mentre, entrata nella biblioteca, procedeva verso di lui. “Come direttore di orchestra so un po’ suonare tutti gli strumenti, devo conoscerli necessariamente, ma il pianoforte rimane il mio preferito.” “Mi insegni? Non sono totalmente digiuna. Nella casa dell’ultima famiglia con cui ero stata c’era un pianoforte e mia sorella Marcelle mi aveva dato qualche lezione. So suonarlo discretamente, non serviranno troppe lezioni.” Philippe la osservò sorpreso, non si aspettava una simile richiesta. Sorridendo acconsentì. “Prendi lo sgabello che è in quell'angolo e vieni a sederti vicino a me, fammi vedere cosa sai fare con i tasti, fammi sentire qualcosa.” Timidamente Irina prese lo sgabello che le aveva indicato, lo posizionò accanto al suo e si sedette. Iniziò a suonare una melodia che lui non aveva mai sentito. Era piacevole e la ragazza se la cavava bene. “Cos'è questa musica? Non l’ho mai sentita. È bella!” “È Sârba din Flămânzi, una canzone rumena cantata da Laura Lavric. A Marsiglia avevamo una vecchia fisarmonica. Mio padre l’aveva portata con sé dalla Romania. La sera a volte mia madre cantava questa canzone e lui l’accompagnava con la fisarmonica. Il pianoforte, in effetti, non è lo strumento più appropriato. Mi è sempre piaciuta questa canzone e, da quando i miei non ci sono più, suonarla me li fa ricordare e sentire ancora vicini. In istituto c’era una pianola e…” Non riuscendo a continuare per l’emozione, restò qualche momento in silenzio e Philippe non disse nulla. Capiva che il ricordo dei genitori la rendeva malinconica, non era opportuno parlare per tentare inutilmente di alleviare la sua nostalgia. “Te la insegno se vuoi” propose Irina, cercando di superare la propria tristezza. “Volentieri, dai iniziamo!” 
Trascorsero le ore e alle sei del mattino lui sapeva suonare la melodia rumena. “Sei bravissimo! Ora è il tuo turno” esclamò la ragazza euforica. “Elise… tra due ore devi stare a scuola. Hai visto che ora abbiamo fatto? Non c’è più neanche il tempo per riposare. Sono stato irresponsabile, perdonami, non avrei dovuto permetterti di restare sveglia fino a quest’ora.” “Non sono stanca, vado di sopra e inizio a prepararmi. Nel pomeriggio mi insegni qualcosa.”

Sonia Paolini è nata e vive in provincia di Roma insieme ai tre figli e al marito. Lavora in un’azienda di Roma e nel tempo libero si diletta nella scrittura. A dicembre 2012 ha pubblicato un romanzo in versione e-book (Sinnerman, casa editrice Drops Edizioni), nel 2013 ha pubblicato due racconti in versione cartacea (Nothing Else Matters, casa editrice Montegrappa, raccolta Mon Amour!, Sanctae Foedus Amicitiae, casa editrice Montegrappa, raccolta Mes Amis!) arrivati finalisti a due concorsi letterari indetti dalla casa editrice. 
Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’, è il suo nuovo romanzo pubblicato a gennaio 2016 dalla casa editrice Lettere Animate.











Titolo: Love in the scars
Autore: Andrew Lewine
Editore: Createspace
Pagine: 410
Genere: Narrativa
Prezzo: €15.60
Ebook: €2.99
Acquistabile su Amazon



Carter Avery è un giovane scrittore dal passato burrascoso, colmo di dolore e tristezza. Per un qualche strano scherzo del destino, proprio grazie agli eventi drammatici della sua vita e al suo dolore è riuscito ad affermarsi come scrittore a soli sedici anni, pubblicando il suo primo romanzo, seguito poi da altri successi. Sono passati molti anni da allora e la sua vita, però, non è mai cambiata veramente. Il dolore è l'unica cosa che lo tiene vivo, caratterizzando la sua vita con abitudini crudeli. Tutto ciò cambierà quando Elena Grace, una giovane e aspirante stella del cinema, dopo drammatici eventi, gli farà capire che anche il suo cuore è capace di amare. 
Starà a lui, però, decidere se accettare il cambiamento e inseguire lo sconosciuto desiderio di luce con Elena, o ricadere nel buio del dolore che l'ha cresciuto. E talvolta, le paure e il destino possono rendere anche la scelta più semplice una tormentata e dolorosa decisione.

Estratti:

"Prendo la chitarra nera appoggiata alla mia destra e, per ingannare il tempo, inizio a pizzicare le sue corde. Come ogni volta, chiudo gli occhi, e aspetto che la musica mi guidi in una sorta di fantasia dove tutto è più semplice. Dove tutto è migliore. Una melodia inizia a prendere forma e un'illusione prende possesso della mia mente. Vedo me e lei insieme. Sento la sua voce dentro di me che mi guida. Ogni dolce nota suonata sembra fare da contorno al suo viso perfetto. Per un attimo, mi convinco che il noi sia una cosa possibile. Immagino noi due trovare un punto d’incontro tra la mia oscurità e la sua luce. Poi, vedo il suo sorriso e sento la sua risata. La dimostrazione della sua luce in tutta la sua bellezza, e vedo me, pieno di lividi e di dolore, incatenato nell'oscurità. Le mie illusioni cadono come castelli di sabbia. Tutto sparisce, lasciandomi la delusione di una certezza a cui non posso ribellarmi e una domanda a cui non posso rispondere: “È possibile amare il proprio paradiso, pur sapendo di esserne l'inferno?”


"Prendo un respiro profondo, assaporando l'aria fresca della sera sulla mia pelle. Tutto sembra diverso, adesso. Riesco a vedere le cose sotto un'altra lente. Ripenso alle sue confessioni e mi sento venir meno. La tristezza riprende possesso del mio animo.
Mi accascio sui gradini, abbandonandomi a quelle sensazioni amare. Il mio cuore è pieno di angoscia per quel bambino che ha vissuto una vita senza famiglia, senz'amore.
Ha vissuto affibbiandosi la colpa della loro scomparsa.
Ha vissuto ogni giorno da allora, sapendo che non sarebbero più tornati.
Ha vissuto facendosi del male per rivederli perché, con il passare degli anni, anche il tempo è diventato crudele con lui, nascondendo i ricordi alla sua mente.
È sopravvissuto condividendo la sua esistenza con l'odio e la rabbia verso se stesso.
La sua famiglia se n'è andata, cercando di prendersi cura di lui, e lui non riesce a perdonarselo. Ecco cosa si celava dietro quel: “Io sono Carter Avery.” 
Mi stringo le gambe al petto e nascondo la testa tra di esse.
Solo ora riesco a vedere l'oscurità che ha congelato la sua anima e il suo cuore. Solo ora riesco a capirla."


Andrew Levine è uno scrittore di 21 anni. Ama leggere e scrivere storie d'amore con un'alta propensione al drammatico, forse a causa della forte influenza di Nicholas Sparks, suo autore preferito, nei primi anni della sua adolescenza. Ha iniziato a scrivere a 16 anni per una strana e ancora inspiegabile voglia di voler creare personaggi e amori che potessero emozionare e far innamorare i lettori. Come tutti prende questa sua passione molto seriamente, lavorando e cercando di migliorare notte e giorno, per cercare di riprodurre al meglio le storie che fino a poco fa vivevano solo nella sua mente. 
I suoi interessi oltre alla scrittura sono film, serie tv e, come la maggior parte dei ragazzi, sport. 
Love in the scars è il suo primo romanzo e, come ogni autore, anche lui spera che non sia l’ultimo.



Mini carrellata conclusa con tre storie totalmente diverse l'una dall'altra, 
voi quale leggereste?





2 commenti:

  1. Mi attira molto il secondo libro Beethoven's silence"...io sono Irina e sono Elise...". Mi piace molto la copertina

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