martedì 12 gennaio 2016

Canto di Natale-Charles Dickens



Buon pomeriggio carissimi!
Finalmente anche io ho letto "Canto di Natale", conoscevo la storia e forse per questo non avevo mai comprato il libro, ma si sa, le promozioni ebook, a volte aiutano a riempire queste lacune!









Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Editore: Crescere
Genere: Narrativa classica
Prezzo: €12.66
Ebook: €0.49


Penso a questo libro come una delle più famose storie sulla conversione che il Natale debba portare nell'animo umano. La storia è fin troppo nota, nel periodo delle feste, hanno fatto sui canali per bambini per ben tre volte la versione Disney dove il signor Scrooge era interpretato da zio Paperone.
Ma facciamo un passo indietro....Il signor Scrooge, avido, freddo e aggiungerei anche arido, inevitabilmente solo, e felice, in quella casa enorme. Assiste al passaggio dell'ennesimo Natale nella sua vita, la situazione lo annoia, critica chi augura del bene agli altri, tanto meno pensa di aumentare il salario al suo dipendente. Rincasa, si mette la sua bella camicia da notte e riceve una visita inaspettata, lo spirito del suo ex socio e amico, Jacob Marley, morto da anni.

"Io ho veduto le vostre più nobili aspirazioni cadere ad una ad una fino a che la passione dominante, il lucro, vi ha assorbito"

Scrooge è stranito, pensa di essere impazzito, di dormire, ma certo non dimentica che riceverà tre visite da altri tre Spiriti del Natale. Uno di questi lo accompagnerà indietro nel tempo, quando il vecchio avido era soltanto un bambino che stava seduto da solo alla sua scrivania, mentre fuori gli altri bambini si auguravano buone feste urlanti di gioia...Lo Spirito del Natale presente gli aprirà le porte delle case in cui le famiglie sono riunite, sentirà sempre parole di rabbia contro la sua persona, fisserà fino all'ultimo istante gli occhi del piccolo Tiny Tim, che continuando a vivere di stenti non riuscirà a farcela. 

"Uomo, disse lo spirito, se d'uomo è il tuo cuore e non di adamante, lascia questo tuo tristo linguaggio, finché non saprai qual è quel soverchio e dov'è. Osi tu forse decidere quali uomini debbano vivere, quali morire? Può darsi che agli occhi del cielo, tu sii più indegno di vivere che non milioni di creature simili al fanciullo di questo povero uomo. Oh Dio! Udir l'insetto sulla foglia pronunciare che c'è troppi viventi fra i suoi fratelli affamati nella polvere!
Tremò Scrooge al fiero rabbuffo e abbassò umile gli occhi. Ma subito li rialzò, udendo pronunziare il suo nome."

Ma credo che quello che faccia più riflettere sia la visione presentata a Scrooge dal muto Spirito del Natale futuro. Un uomo morto da solo, spogliato dei suoi averi e di cui nessuno dirà mai una semplice parola buona per ricordarlo. Una vita persa ad accumulare materialità a discapito dei veri rapporti umani.
Vi ho già anticipato che, pur conoscendo la storia, non avevo letto il libro prima di queste feste natalizie. Contenta di averlo fatto, ho assimilato il libro con la maturità dei miei trentatré anni e mi ha fatto riflettere non solo la storia in sè, ma quanto purtroppo sia attuale. L'ira, l'orgoglio e la malvagità in nome di uno Spirito che non si riconosce negli atti degli uomini, l'ignoranza e la miseria, due "bambini" che crescono e si alimentano delle azioni compiute in modo malevolo e sconveniente.

Canto di Natale è sicuramente un libro da regalare, da leggere, da sottolineare e assorbire non soltanto in quel famoso periodo dell'anno in cui tutti proviamo, spesso con scarsi risultati, ad essere più buoni.






Charles Dickens nacque a Portsmouth nel 1812. Trascorse l’infanzia a Chatham e poi seguì il padre in un traumatico trasferimento a Londra. Della metropoli in cui visse fece il centro ispiratore della sua arte, il centro di un quadro vivo e mobile, un caleidoscopio armonico e colorato di personaggi, conflitti sociali, umori e fermenti della sua epoca. Morì nel 1870. La Newton Compton ha pubblicato Le due città, Grandi speranze, Oliver Twist, Tempi difficili e, nella collana Mammut, David Copperfield e I grandi romanzi.



15 commenti:

  1. bellissima recensione, i valori che si celano dietro queste pagine dovrebbero accompagnarci ogni giorno dell'anno :)

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    1. Grazie Stefy, non posso che darti ragione!

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  2. Una bellissima recensione, Nunzia!! Anche io conosco la storia solo grazie alle trasposizioni televisive che non mancano mai, di cui le mie preferite sono quella Disney e un episodio della serie Saranno Famosi (Fame) che guardavo da bambina!! Lo adoravo!
    Credo però che sia arrivato il momento di leggere anche l'originale, cosa che farò il prossimo Natale!! Grazie!

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    1. Ciao Alenixedda, grazie! Questa edizione, se leggi il digitale è perfetta, costa pochissimo ed ha anche quattro-cinque illustrazioni!

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    1. Si, lo leggerò alla mia bimba fra qualche anno!

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  4. Per il momento conosco il Canto di Natale grazie ai vari film-cartone che trasmettono durante il periodo natalizio! Mi prometto sempre di leggere il libro ma le tante letture in arretrato fanno slittare sempre il suo turno! Bella recensione...lo leggerò sicuramente!

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    1. Grazie mille! Ti consiglio di leggerlo, non è nemmeno un libro lungo!

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  5. Bella recensione. Di Dickens ho letto tanti libri , ma questo mi manca.

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  6. Bella recensione. Di Dickens ho letto tanti libri , ma questo mi manca.

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    1. Grazie Lea, io dello stesso autore ne ho altri in libreria, mi sa che più in la ne leggerò qualcuno!

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  7. ciao nunzia
    anch io ho letto parecchi anni fa questo libro e convengo con te che va letto e considerato per tutto il periodo dell anno non solo a natale...
    ti auguro una buona giornata, se hai tempo e ti va ti aspetto anche solo per una visita nel mio blog minuscolo
    https://infusodiriso.wordpress.com/
    grazie
    daniela

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    1. Ciao, mi fa piacere che abbiamo lo stesso pensiero! Ci passo volentieri dal tuo blog, ho fatto anche, qualche giorno fa l'iscrizione tramite mail.

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  8. Bella recensione, l'avevo letto tanti anni fa( FORSE TROPPI) e dovrei rileggerlo ora che sono più "grandina".
    Buona giornata,
    lucrezia.

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    1. Grazie mille Lucrezia,
      mi sa che fra qualche anno lo rileggerò anche io, magari alla mia bimba!

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