giovedì 16 luglio 2015

Volevo essere Lady Oscar-Marie-Renèe Lavoie



Innamorata della su Cover, spronata a leggerlo da un'amica...

Ero arrivata a convincermi di essere un maschio e pretendevo di essere chiamata Joe. Mi sarebbe piaciuto Oscar, come il mio personaggio preferito dei cartoni animati, ma a quel tempo Oscar era lo scheletro delle aule di biologia e una nuova scopa rivoluzionaria. Così mi accontentavo di Joe, anche se la sua unica sillaba a culo di gallina suonava come una banale esclamazione. Il mio Oscar della tivù era, come me, una ragazza che viveva come un maschio. Era capitano della scorta personale di Maria Antonietta e poteva, molto più facilmente di me, nascondere la sua vera identità sotto la spessa redongote ornata di medaglie militari e distintivi reali. Per non parlare della sua bella spada, con il fodero dorato, degli stivali con gli speroni, del magnifico cavallo bianco, degli occhi penetranti e fermi, sempre pieni di lacrime e di luce, e del vento, si, soprattutto di tutto quel vento che scatenava un'apocalisse nei suoi capelli incredibilmente lunghi, folti e leggeri, che segnavano il tempo della colonna sonora: "Oh Lady, Lady, Lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu. Oh Lady, Lady, Lady Oscar, come un moschettiere batterti sai tu". Niente grandi eroi senza raffiche di vento, nei cartoni animati giapponesi.

Eccone la prima pagina, l'incipit da cui parte tutta la storia, mi sono fermata a questa frase che mi piace molto "Niente grandi eroi senza raffiche di vento".
Me ne sono innamorata, spero non mi deluderà!
Voi cosa ne pensate? Lasciatemi un commento, le idee sono tali quando vengono espresse!

4 commenti: