giovedì 31 marzo 2016

L'amico ritrovato-Fred Uhlman




Buondì lettori!

Eccovi la recensione di un libro che sicuramente avete letto in tanti (me lo avete detto), ha aspettato il suo turno qui zitto zitto nella mia libreria non so per quanto tempo, ma come si dice, ogni libro va letto nel momento giusto...










Titolo: L'amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Editore: Feltrinelli
Pagine: 92
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 7.00
Ebook: € 4.99




Catapultiamoci nella Germania degli anni trenta, in una scuola in cui due ragazzi sedicenni incrociano per la prima volta i loro sguardi, si studiano, restano in silenzio per timidezza ma bramano l'amicizia l'uno dell'altro. Immaginiamoli provenire da due famiglie diverse, un padre medico per Hans, una famiglia aristocratica per Konradin, pensiamoli felici nei loro momenti di condivisione... bene, adesso riflettiamo sul fatto che il primo era ebreo e l'altro subiva le pressioni fasciste dei suoi genitori.

"Mia madre aveva troppo da fare per preoccuparsi dei nazisti, dei comunisti o di altra gente di quella risma e se mio padre non aveva dubbi sulla sua germanicità, mia madre ne aveva ancora meno".

Una madre che si sente tranquillamente al suo posto, che non si pone nemmeno il dubbio di sentirsi diversa e inferiore alla razza ariana, che accoglie in casa un aristocratico, felice che condivida le stesse passioni del figlio, L'amico ritrovato è principalmente questo, la storia di due ragazzi divisi dalla pazza ideologia di quel periodo nazista. Scritto nel 1971, così dice la quarta di copertina, potrebbe essere stato scritto a Novembre scorso, o forse anche qualche giorno fa, perché sostituendo i personaggi, la storia purtroppo tende a ripetersi:

"Pompetzki mi squadrò. "Perchè hai aggredito Bollacher?" mi chiese.
"Perchè mi ha insultato," risposi, tremando per la rabbia e la tensione.
"Davvero? E cosa ti ha detto?" si informò Pompetzki in tono mellifluo.
"MI ha detto di tornare in Palestina."
"Ah, capisco," commentò il professore con un sorriso. "Ma non si tratta di un insulto, caro Schwarz! E' un buon consiglio, un consiglio d'amico. E adesso sedetevi, tutti e due. Se volete prendervi a pugni, fatelo pure, ma fuori di qui. E tu, Bollacher, ricorda che devi essere paziente. Presto tutti i nostri problemi saranno risolti."

E mi coglie quasi sempre impreparata l'attualità di alcune tematiche che ritornano prepotentemente a destare il lettore, come quel buffetto dato sulla guancia dai padri ai figli, usato affettuosamente per dire: "Svegliati! Guarda il mondo con occhi diversi, con gli occhi di chi può far qualcosa per cambiarlo". E "L'amico ritrovato", durante la sua lettura,  mi ha fatta arrabbiare, perché io in quel cambiamento ci credo, ma purtroppo, ancora, non lo vedo farsi strada prepotentemente.

Un romanzo che viene letto tantissimo nelle scuole, passa sotto gli occhi del lettore in una giornata grazie alle sue poche pagine e ad una scrittura scorrevole,  ma che difficilmente non fa riflettere...e poi ci sono quelle ultime due righe, a dimostrazione che nella vita tutto può essere rivalutato.







Fred Uhlman, nato a Stoccarda nel 1901, morto a Londra nel 1985, è una di quelle rare figure nell'ambito della letteratura che con un solo libro, peraltro scritto in tarda età, nel 1971, lasciano un segno indelebile della propria presenza. Oltre al romanzo L'amico ritrovato (Feltrinelli 1986), ispirato ai luoghi e agli ambienti della sua adolescenza, ha scritto l'autobiografia Storia di un uomo (Feltrinelli 1987), uscita postuma, e pochi altri testi brevi.




4 commenti:

  1. Letto tra i banchi si scuola, ho proprio un bel ricordo di questo libro, trasmette un bel messaggio :)

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    1. A me a scuola non lo anno fatto leggere, essendo un professionale il programma si concentrava su altre cose altrettanto interessanti..fortuna che comuque alcune "lacune" le colmo da sola!

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  2. Stranamente la prima volta che ho sentito parlare di questo libro, non è stato grazie a un insegnante, ma a un mio amico che mi disse all'incirca così: "Leggilo, è brevissimo ed è bellissimo!".
    Qualche anno fa l'ho acquistato (proprio quella stessa edizione), ma ancora è lì che mi aspetta dall'alto della mensola, in camera mia.
    E ovviamente adesso che ho letto questa recensione, devo affrettarmi a trovargli un momento.

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    1. Ciao Rosa, sapessi quanto ha aspettato sulla mia mensola, poverino...

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