martedì 3 maggio 2016

La tristezza ha il sonno leggero, ma oggi è stata la felicità a svegliarmi - Incontro con Lorenzo Marone e Recensione




Buongiorno lettori,

ecco il mio foglio bianco che fra qualche minuto si riempirà di parole, oggi queste parole non saranno solo mie. Sono il frutto di una chiacchierata avvenuta un pomeriggio, davanti ad una tazzina di caffè, sono scarabocchi presi velocemente, sorrisi spontanei, voglia di conoscersi. 
Sono il racconto di un pomeriggio soleggiato, di una passeggiata a piedi scoprendomi come unica amante della camminata. Sono i pensieri espressi di Nunzia, Stefania e Lorenzo, sono due amiche che cercano di mascherare la propria timidezza nemmeno poi così bene e uno scrittore che ancora non fa i conti con la possibilità di essere riconosciuto per strada, sensibile e complesso, così si definisce, autentico e vero, così lo definiscono. Semplice e pacato, così lo definisco.

Una presentazione avvenuta giovedì 28 aprile alla Libreria Tavella, libreria indipendente che organizza spesso incontri con autori, in cui il libro è stato raccontato in ogni sua parte. In cui tante sono state le citazioni lette ad alta voce e commentate dall'autore. Il cui il dolore e la tristezza sono stati definiti il tema centrale, ma io non mi trovo totalmente d'accordo, il mio pensiero sarà espresso dopo, attraverso la recensione.
Lorenzo spiega come nasce l'idea della famiglia allargata da lui descritta, ci racconta l'inserimento di quelle pagine in più estratte dal diario di Matilde, nate per far si che il lettore la conoscesse meglio e si identificasse con lei.
Foto di rito e firma-copie, ma non per me e Stefy, noi lo incontreremo sabato pomeriggio, a Vibo Valentia, per un caffè.

Siamo state fortunate, non solo!
Dietro l'incontro di sabato c'è stato il grande impegno di Stefania con la sua voglia di portare un grande autore alla prima edizione del Premio Letterario Città di Filadelfia.
La dea bendata è stata dalla nostra parte quel tanto che è bastato a far dire a Lorenzo si, ci vediamo a Vibo. Uomo di parola, un incontro che ci ha portati seduti ad un tavolino rotondo, troppo piccolo per tutte le mie cose che continuavano a cadere.
Un discorso nato libero sulle diverse interpretazioni date allo stesso romanzo, "perchè ognuno si rivede in quello che legge" ci spiega Lorenzo, allora se io ci ho visto amore qualcosa significa, questo pensiero mi fa star bene.
Poi partono le venti domande preparate su WatsApp, ma che non riguardano il suo romanzo, perchè quello ormai lo conoscono tutti, è stato rivoltato come un calzino, citato sul web e presentato abbastanza, gli spiego... Parliamo di te, tre sorrisi che si aprono, ci racconta del desiderio di saper godere della quotidianità, del suo amore per il mare e la natura, del suo vegetarismo mancato, della voglia di visitare l'Africa, terreno fertile per me, che con il mal d'Africa ci sono nata, il Sud America e dato che ci siamo anche NewYork, viaggi che gli auguro. Racconta di quanto sia gratificante un messaggio, di come nascono empatie particolari, di come il suo lavoro gli ha regalato grandi soddisfazioni, del film che potremo vedere nelle sale il prossimo anno. E si cerca di dare un unico nome al film preferito e all'ultimo libro letto, alla musica che si ascolta in macchina, all'autore con cui si è legato di più.
Si parla della nostra città, dello Stromboli che oggi gioca a nascondino, si prende la macchina e ci si sposta al mare. Pizzo ci accoglie con un sole ancora più caldo e un mare che sa di smeraldo, tanto è azzurro oggi, ancora attorno ad un tavolino, sempre rotondo, ma questa volta capiente ad accogliere la nostra rilassatezza accompagnata da un gelato che così buono non lo mangiavo da tempo. 

Sono quasi le 18:30, Lorenzo deve arrivare a Filadelfia e ritirare il suo premio, sarà Stefania ad accompagnarlo, gli presento la mia bambina, venuta a prendermi con mio marito, così diverso da me ma che tanto mi compensa. E mentre Lorenzo fa leggere i suoi libri per prima a sua moglie io questo post lo faccio leggere e lui, che abbracciandomi mi dice che non riuscirebbe a raccontarsi così. 
E' arrivato per me il momento dei saluti, un abbraccio, un grazie per il bellissimo pomeriggio.

I nuovi incontri ti arricchiscono, ti rendono migliore, se poi a fianco hai un'amica sei ancora più felice.

Grazie Lorenzo, ci rivedremo? Lo spero davvero.

(Un grazie a Walter, che ci sopporta, supporta e accompagna!!! Stefy, riferisci!)




Dopo avervi raccontato un pochino di cose, vi lascio la mia recensione, il mio punto di vista su un libro che consiglierei tranquillamente a tutti:












Titolo: La tristezza ha il sonno leggero
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Longanesi
Pagine: 373
Genere: Romanzo italiano
Prezzo: € 16.90
Ebook: € 9.99



Un bambino che accovacciato spalle al muro assiste all'ennesima lite fra i genitori, a cinque anni è difficile scegliere quale dei due preferire, ed è così che lui non lo fa, Erri si farà accompagnare a letto da sua madre, non sceglierà, e non lo farà solo oggi. Il bambino conserva il suo malessere nello stomaco, è li che deve stare, stipato, controllato.
Erri Gargiulo ha quarant'anni, un nome sbagliato all'anagrafe, è sposato ma non ha figli, lui e Matilde hanno aspettato forse troppo prima di prendere una decisione, e adesso lei lo ha tradito, con un uomo più maturo, glielo comunica attirando la sua attenzione, senza giri di parole, confidandogli sin da subito che si tratta del suo collega, un uomo come tanti, nulla di straordinario.
Ma lui a quella cena di famiglia ci deve andare, sua madre e il suo compagno hanno qualcosa di importante da comunicare a lui e ai suoi fratelli. 
Fratellastri per meglio intendere il grado di parentela, Valerio, spirito libero come sua sorella Flor, nata da suo padre e da una sorridente donna andalusa, e Giovannino, più incentrato sulla carriera e serioso, sposato, che ha dato rigorosamente il nome di sua madre alla primogenita, perché guai che non si chiamasse Renata, come quel "Capo Miliziano" che dirige la famiglia, o di cui fa finta di tenere le redini, un altro bimbo in arrivo e una moglie paziente a tal punto da perdonargli le sue scappatelle.
E poi è certo che incontrerà Arianna, la figlia di Mario, l'omone buono che sta al fianco di sua madre.

"Mario mi guarda con tenerezza, fa due passi e mi posa un amano sulla spalla. Allora lo lego a me con quanta forza ho nel corpo, come se non stessi aspettando altro e solo adesso mi rendessi conto di quanto avevo bisogno di una sua stretta. Lui fa per indietreggiare imbarazzato, ma alla fine mi stringe a sé. Chissà perché nella vita, più si va avanti, più si tende a eliminare qualcosa: prima i baci, poi le carezze, gli abbracci e, infine, le parole. Invece, bisognerebbe aggiungere. Sempre".

Arianna, così bella e tormentata, la ricorda come una bambina sveglia, un grande affetto li lega, ma in quella che è stata la camera di Erri loro due si ritrovano vicini e lei non riesce a nascondersi più, racconta la sua infanzia difficile, l'odio nei confronti di sua madre, il darsi con semplicità per punirla.
Un intreccio di personaggi difficile da spiegare ma che Lorenzo Marone ci presenta con naturalezza e caratterialità grazie alla sua penna brillante e schietta.
La tristezza ha il sonno leggero, è il romanzo del "non detto" dei rapporti interfamiliari, dei ruoli da rispettare, dell'affermazione della propria individualità, dell'amore che ci viene ricordato dalle piccole cose.

"Non avevo bisogno di foto per ritrovare Matilde, mi bastava ascoltare, chiudere gli occhi e aspettare che tutti quei piccoli rumori iniziassero a muoversi nella mia mente. Una piccola danza dei suoi gesti quotidiani. E ho capito che sono proprio loro, i piccoli gesti di ogni giorno, le abitudini, persino le ossessioni, a svelarti una persona. Le nostre minuscole e preziose cose sono visibili solo a chi ci osserva con attenzione, tutti i giorni. Sono il grande privilegio che concediamo a chi ci ama".

Credo che il romanzo sia stato presentato ormai in tutte le sue forme e interpretazioni, perciò non aggiungo altro, vi invito solo a leggerlo, a sorridere grazie ai personaggi che prendono la vita con leggerezza e ad arrabbiarvi quando vorreste che qualcosa si evolvesse in modo diverso.






Lorenzo Marone è nato a Napoli nel 1974. Dopo la laurea in giurisprudenza e qualche anno da avvocato ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Con La tentazione di essere felici ( uscito presso Longanesi nel 2015 e pubblicato in 9 paesi stranieri) è arrivato ai primi posti delle classifiche a poche settimane dall'uscita ad ha conquistato in pochi mesi i lettori, i librai ma anche la stampa e il modo dello spettacolo. Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film di Gianni Amelio di prossima uscita.



10 commenti:

  1. Emozioni bellissime, felice di averle condivise con te <3

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  2. Nunzia mi hai commossa...è stato bellissimo sapervi insieme nel condividere questa esperienza unica..Grazie per averci resi partecipi. Spero tanto di poterti conoscere di persona, magari davanti ad un gelato e al mare che tanto amo.
    Grazie anche per questa recensione, una delle poche che ho letto, Erri sarà presto il mio compagno di viaggio <3

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    1. Cuore, grazie mille a te che hai apprezzato il racconto...Magari un giorno le nostre strade potrebbero incrociarsi, se sarai tu a venire qui per prima potremo sederci a quello stesso tavolino a mangiare un gelato. grazie ancora!

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  3. Bellissimo resoconto! Complimenti.
    Un saluto da Lea

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  4. Ma guarda che belle ragazze, sia dentro che fuori!
    Hai proprio ragione Nunzia, i bei momenti, quelli che non dimentichi, hanno un gusto in più quando li condividi con le persone giuste.
    Mi è piaciuto moltissimo il tuo racconto, mi sembra quasi di vedervi, se chiudo un momento gli occhi.
    Un abbraccio!

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    1. Rosa, credimi se ti dico che è stato davvero un pomeriggio piacevole, a momenti surreale, merito anche di Lorenzo che si è rivelata una persona a alla mano.

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